Hedge Funds. Una Tipologia Particolare di Fondi di Investimento
febbraio 20, 2008 di Federico Pacilli
Categorie: Capire la Borsa, Opzioni, Strumenti Derivati

In Italia gli Hedge Funds sono conosciuti anche come “Fondi Speculativi”. Questo deriva dalla evoluzione nell’utilizzo che c’è stata col passare del tempo degli strumenti finanziari derivati. La funzione originaria dei derivati (per esempio gli swap, le options o i futures) è stata storicamente infatti quella di coprire, nel senso di neutralizzare, (il significato di “to hedge”) i rischi che certi beni, come i raccolti o le materie prime, variassero di prezzo nel tempo. Di qui, ne è seguito il ruolo puramente speculativo di chi ha usato options e futures senza avere l’esigenza di coprirsi contro un rischio, ma proprio per il gusto di lucrare sull’andamento del derivato.
In realtà però, soltanto una minima parte degli hedge funds persegue strategie di investimento a elevatissimo profilo di rischio; di fatto, la maggior parte adotta strategie volte alla riduzione del rischio e alla realizzazione di un profitto costante.
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Opzioni. Chi opera con le Opzioni e in quale Mercato si negoziano!
febbraio 19, 2008 di Federico Pacilli
Categorie: Capire la Borsa, Opzioni, Strumenti Derivati
Esistono due macro categorie di investitori nel mercato delle opzioni: gli speculatori, che ricercano il rischio e gli hedgeres, che sono avversi al rischio. I primi sono solitamente quei Trader che stanno costantemente alla ricerca di trarre profitto dalla direzione del mercato. Uno speculatore baserà il suo investimento dalla sua analisi di mercato e quindi userà le opzioni per fare una scommessa sulla sua analisi. Un hedger sta cercando di trasferire il rischio di una sua posizione sul sottostante ad uno speculatore. Quindi un hedger utilizza l’opzione per crearsi una sorta di assicurazione sulla sua posizione proteggendosi dai movimenti avversi del mercato.
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Opzioni. Perchè Operare con le Opzioni? (Seconda Parte)
febbraio 16, 2008 di Federico Pacilli
Categorie: Capire la Borsa, Opzioni, Strumenti Derivati
Continuando dall’articolo precedente analizzo gli altri vantaggi del Trading in Opzioni.
Rischio limitato.
Uno dei più grandi vantaggi commerciali di un opzione è quello di essere in grado di prendere posizione sul mercato sapendo fin dall’inizio quale sarà la perdita massima, mentre allo stesso tempo, in linea di principio, è possibile avere un profitto llimitato. Questa perché gli acquirenti hanno il diritto, non l’obbligo, di esercitare il contratto per il sottostante al prezzo d’esercizio. Se il prezzo non è conveniente, al momento della scadenza, l’acquirente non esercita il suo diritto e lascia semplicemente che il contratto scade senza valore. Per fare un esempio concreto:
Azione Sottostante: MSFT
Tipo: call option
Posizione: Long (vale a dire acquisto dell’opzione)
Prezzo d’Esercizio: $ 25
Data di scadenza: 25 maggio
Al momento del trade, l’azione Microsoft (il Sottostante) viene scambiata a circa $ 30. Il contratto di opzione Call è stato pagato $ 6,5 – questo è il premio. Dalle informazioni prima indicate si può concludere che, dopo il 25 maggio, se Microsoft è negoziata al di sopra di $ 31.50 saremo in grado di realizzare un profitto.
Perché $ 31,50? Perché abbiamo pagato $ 6,50 per il diritto di avere quest’opzione al venditore. Bisogna quindi aggiungere il valore del premio per determinare il nostro break even point.
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Opzioni. Perchè Operare con le Opzioni? (Prima Parte)
febbraio 14, 2008 di Federico Pacilli
Categorie: Opzioni, Strumenti Derivati
Il Trading con le Opzioni prevede diversi vantaggi rispetto alle altre tipologie d’Investimento. Posso menzionare in ordine: Effetto Leva, Rischio Limitato, Perdita Massima Prefissata, Possibilità di Guadagno anche se il Mercato Scende. Cominciando da questo articolo, mettiamo sotto la lente d’ingrandimento, ciascuno di questi vantaggi:
Effetto Leva:
Quando un operatore vuole acquistare un contratto d’opzione deve sborsare un ammontare – chiamato premio – al venditore del contratto. Il compratore viene definito come ‘holder’ del contartto d’opzione (ovvero colui che lo detiene) mentre il venditore viene chiamato ‘writer’ (ovvero colui che ha scritto quel contratto). Il premio è quindi quella somma pagata per scambiare questo contratto. Al momento dello scambio non viene trasferito nessun titolo nelle mani del compratore e questa situazione permane fino a quando l’holder non decide di eserciatre il suo diritto d’opzione. Un esempio può chiarire le considerazioni appena fatte:
Un contratto d’Opzione dà all’acquirente il diritto ad acquistare un numero di azioni del sottostante dal venditore. L’ammontare delle azioni (o contratti futures) è determinato dal numero di contratti di opzione, moltiplicato per il ‘moltiplicatore’. Il moltiplicatore di un contratto è diverso per la maggior parte delle classi di opzioni ed è determinato in ogni scambio. Negli Stati Uniti, la dimensione del contratto per le opzioni su azioni è di 100. Questo significa che ogni contratto di opzione dà all’acquirente il diritto di acquistare (o di vendere) 100 azioni dal (al) venditore.
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Opzioni: Che cosa le Opzioni e come funzionano?
febbraio 12, 2008 di Federico Pacilli
Categorie: Capire la Borsa, Opzioni, Strumenti Derivati
Grafico grazie a www.optionetics.com

Definizione: ‘Un contratto di opzione è un accordo tra due parti per comprare (o vendere) un determinato sottostante (un azione, un obbligazione, un contratto future su indice, una commodity, eccetera) ad un prezzo prefissato e ad una data futura prestabilita’.
Viene chiamata opzione poichè colui che acquista non è obbligato a comprare (o vendere) alla scadenza dell’accordo. Infatti se, durante la vita del contratto, il valore della sua opzione perde di valore, l’acquirente può semplicemente non esercitare il suo diritto di acquisto (o di vendita). Per questo possiamo parlare di una facoltà di acquistare o di vendere. Ci sono due tipologie di contratti di opzione: Opzioni Call e Opzioni Put. Un Opzione Call da la facoltà, a colui che compra, di acquistare il sottostante mentre l’Opzione Put da la facoltà, a colui che compra, di vendere il sottostante.
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