Il Capital Gain e le Tasse da Pagare sui Guadagni di Borsa.
maggio 1, 2008 di Federico Pacilli
Categorie: Azioni, Capire la Borsa

Il Capital Gain indica il guadagno in conto capitale ed è utilizzato per mostrare la differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto di uno strumento finanziario, come per esempio le azioni.
Quando il prezzo di mercato al momento della vendita è più alto rispetto a quello di acquisto, le azioni permettono, oltre alla distribuzione eventuale di dividendi, di conseguire guadagni in conto capitale. Ci sono anche altri strumenti finanziari attraverso i quali si può conseguire capital gain, come per esempio le obbligazioni e i titoli di Stato. Chi possiede questi strumenti, oltre ad essere remunerato in forma di interessi, ha la possibilità di cedere prima della scadenza i titoli conseguendo guadagni di capitale nel caso in cui il prezzo fosse più alto di quello osservato al momento dell’acquisto. Con i Capital Gain possono ricevere una remunerazione anche i gestori dei Fondi di Investimento. I gestori dei fondi, infatti, percepiscono generalmente una percentuale dell’incremento del valore del fondo gestito se questo si è rivalutato.
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FIAT Fabbrica Italiana Automobili Torino: la Storia della Prima Azienda Italiana
gennaio 10, 2008 di Federico Pacilli
Categorie: Azioni, Storia, Titoli

Tutti pensano che la FIAT sia la famiglia Agnelli. In realtà, quello che oggi consideriamo il maggiore gruppo aziendale del Paese non è nato per loro iniziativa. La FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino, denominazione conservata fino al 1918) era nata l’11 luglio 1899 grazie ad un gruppo di imprenditori affascinati dalle prospettive dell’automobile. Giovanni Agnelli entra successivamente come piccolo azionista. I soci versarono un capitale di 800.000 lire in 4.000 azioni (circa 10 milioni di euro attuali) ed affidaronoo la presidenza al Cavalier Ludovico Scarfiotti. Nell’assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione era stato formato solo dai “padri fondatori”, ma mancava un segretario, un incarico puramente formale che per consuetudine si assegnava al più giovane dei presenti o a un semplice impiegato. In fretta e furia venne votato il nome di Giovanni Agnelli, a cui nessuno dava la minima importanza, soprattutto perché non era né nobile, né appartenente alle grandi famiglie borghesi come tutti gli altri. Negli anni però riesce a farsi strada. Dopo un primo periodo di difficile sviluppo, Agnelli riesce ad assumere quasi integralmente la proprietà della casa automobilistica, diventando poi senatore durante il Fascismo e restando a capo dell’azienda sino al termine della seconda guerra mondiale.
Dopo aver rischiato di perdere la proprietà dell’azienda per la propria “collaborazione” con il regime fascista, Agnelli passa il comando a Valletta, essendo l’unico figlio maschio, Edoardo, morto in un incidente aereo. Valletta riuscì a tenere in piedi per conto della famiglia Agnelli una delle poche aziende italiane non completamente inginocchiate dalla disfatta.
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