ottobre 27th, 2009

C’è la crisi. No, c’è la ripresa. No forse c’è la crisi.

Scritto da Federico Pacilli nella categoria: Economia

confusioneC’è veramente da perdersi in questo turbinio di notizie prima negative, poi positive, poi di nuovo negative, e poi… e poi… e poi…

La vera questione non è tanto l’alternanza di queste notizie, è sempre stato così e sempre lo sarà, la vera questione è la frequenza con la quale si alternano. E’ come se stessimo di fronte ad un bambino capriccioso che prima piange, poi ride, poi piange nel giro di pochi minuti.

Ma come se ne esce da questo senso di confusione e di incertezza?

Studiando i fondamentali.
Bisogna non sentire le chimere e ragionare con la propria testa. Innanzitutto una constatazione. Che cosa ha fatto il nostro indice di riferiemento della borsa italiana?

2009-10-27_FTSEMIB

Come ho scritto nell’immagine sopra ha fatto il 99,14% dal minimo del 9 Marzo del 2009 ed il 26,35% dal 1 Gennaio 2009 (rendimento annuale dalla partenza).

L’indice di borsa è rappresentativo della situazione economica e finanziaria delle aziende che lo compongono (e quindi possiamo anche prenderlo come riferimento per l’intera economia italiana). Anche solo utilizzando il buon senso, quindi senza andare ad analizzare i bilanci delle singole società, è difficile pensare che in questo momento economico l’economia abbia fatto un balzo in avanti del 100% circa.

Ma allora che cosa succede? Siamo in crisi o in ripresa?

Questo è quello che leggo al momento:

  1. La crisi è formalmente partita nell’autunno 2007 ed ha avuto i suoi effetti più concreti per tutto il 2008. La causa principale, come più volte detto, è stato l’eccesso di indebitamento propagato soprattutto dalle banche anglosassoni e poi addirittura rivenduto sul mercato attraverso strumenti finanziari poco comprensibili e prezzati male. Inoltre molte banche d’affari hanno operato sul mercato con grandi quantità di leverage (effetto leva per aumentare le posizioni in conto capitale con un piccolo margine a garanzia). Il ritorno del mercato a prezzi più bassi ha quindi causato delle conseguenze che furono gravi, Lehman Brothers su tutte.
    Quindi per dirla semplice: nel passato si è creato tanto denaro facile che adesso deve rientrare sgonfiando quindi i prezzi di borsa (già fatto) e ripercuotersi sull’economia reale. Abbasamento dei consumi. Per approfondire questo aspetto ti consiglio di leggere questo articolo, clicca qui.
  2. I governi hanno agito in maniera massiccia per drenare subito la crisi ed hanno cominciato a realizzare politiche espansionistiche della moneta. Quindi per bilanciare l’effetto deleveraging hanno creato altro leverage. Quello che sta accadendo adesso è un passaggio di leva finanziaria creata con debito pubblico. Per esempio in America adesso sta avvenendo un passaggio di leva finanziaria dalle banche (che a loro volta hanno asset di prestiti concessi a famiglie – mutui e carte di credito) allo stato.
  3. La grande quantità di deleveraging che è in atto, non consente a nessuno di dire quanto durerà questo processo. Quindi alla luce dei fatti adesso siamo in presenza di un rialzo dei mercati generato dalle politiche monetarie espansionistiche mentre il mercato si sta ristrutturando e risanando dagli eccessi di leva del passato.
    Per questo notizie altalenanti come queste saranno la prassi in questo periodo. Infatti una banca come Goldman Sachs ha realizzato profitti record in questa trimestrale mentre Citigroup ha registrato una perdita. Perchè?
  4. Oggi la crisi sta spostando il fronte d’azione. Infatti Goldman è una banca legata soprattutto agli utili generati a Wall Street mentre Citigroup è una banca commerciale alle prese con i muti delle famiglie, delle imprese ed alle carte di credito che in America sono molto usate. L’economia reale sta bussando alla porta e quindi i governi dopo aver risolto i problemi finanziari dei mercati adesso devono risolvere i problemi economci della crisi, quelli della Main Street per intenderci.
  5. Il fronte si fa più duro. I governi hanno già stabilito le nuove regole e la divisione tra banca d’affari e banca commerciale, hanno risolto alcune questioni finanziarie di alcune società ma oggi c’è il bisogno di politiche per la ripresa economica delle aziende occidentali. Per questo mi aspetto la cosidetta fase 2 della crisi quella delle politiche economiche di rilancio dell’economia.

Si stamperà altra moneta? Si giocherà al ribasso delle valute per rendere più competitiva la propria economia? Si creerà inflazione per rendere i debiti più gestibili? Oppure cadremo in deflazione?

Vedremo come va a finire, la mia visione è quindi un momento di ripresa dei mercati dovuti alle politiche monetarie in una grande fase di ristrutturazione dell’intera economia.

Nel frattempo godiamoci questo rialzo dei mercati generato dalle politiche monetarie di questi mesi passati che attualmente sta ritracciando sulla paura di alcune notizie critiche. La fase 2 della crisi non credo che sia cominciata per il momento il rialzo della fase 1 è ancora in sella. Per questo scegliere le aziende giuste è di fondamentale importanza, le azioni di aziende sane prosperano sempre e reggono molto bene anche nelle fasi di crisi come questa.

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7 Commenti a “C’è la crisi. No, c’è la ripresa. No forse c’è la crisi.”

  1. mimmo:

    condivido le osservazioni. sono un tuo fedele lettore. quando rinizia l’operatività?

  2. Stefano:

    Ciao Federico, grazie per la notizia!

  3. Massimo:

    Grazie per la tua dissertazione in merito all’argomento. Sono daccordo ed anzi aggiungerei che non siamo ancora giunti alla fine del ciclo economico (vedi ciclo di Kondratiev) ed inoltre in questo periodo prevale una forte instabilità finanziaria e si fa forte la tesi del già noto Minsky. Quando vuoi ci confrontiamo su tali argomenti indispensabili per chi si occupa di finanza.
    Un saluto
    Massimo

  4. nicolas:

    mi trovo d’accordo, vorrei aggiungere che l’ottimismo è la chiave della ripresa, in effetti l’economia “virtuale” cioè quella legata alla borsa è fin troppo influenzabile dai media e dalla politica e quindi si crea una distorsione tra quella che è veramente la situazione reale delle tasche degli italiani e quello che è il panorama borsistico.

  5. Roberto:

    Come ho scritto nel forum “la Piramide decisionale dell’Investiemento”,se diamo retta alle notizie c’è da impazzire.
    Direi che l’unica linea da seguire e proprio quella viola sul grafico che rappresenta il trnd rialzista partito a marzo,(speriamo che tenga).
    Al momento le notizie negative sono servite a rafforzare il trend primario e fose darà un cambio di inclinazione,vedremo.
    Comunque il rialzo di questi mesi a portato alla rottura delle medie mobili di 100 e 200 giorni,cosa che non succedeva da diversi anni e che mi induce a rimanere positivo nel lungo.
    Direi che è vero che lindice dal minimo di marzo a recuperato quasi il 99,14%e l’economia sicuramente no, ma è altrettanto giusto che diverse azziende importanti e sane economicamente,sono arrivate, dopo quesa crisi,a dei prezzi di 15 o 20 anni fa???
    Adirittura inferiori al loro collocamento in borsa,e giusto???

  6. Otello Sala:

    Federico sei chiaro e conciso come sempre. In giro sia tra le gente comune che quelli che si tirano fuori dal cosiddetto popolo bue( molti bancari per esempio: promotori, consulenti etc)la confusione regna sovrana. Penso che regni sovrana anche tra molti nostri politici. Secondo te Federico Unicredito è una banca sana?
    Ciao Otello.

  7. Otello Sala:

    Federico sei chiaro e conciso come sempre. In giro sia tra le gente comune che quelli che si tirano fuori dal cosiddetto popolo bue( molti bancari per esempio: promotori, consulenti etc)la confusione regna sovrana. Penso che regni sovrana anche tra molti nostri politici. Secondo te Federico, Unicredito è una banca sana?
    Ciao Otello.

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