Come si decide un Investimento? La Piramide Decisionale dell’Investitore.

piramide-dollaroCome ho anticipato dai precedenti post (il primo, il secondo ed il terzo), pochi Investitori riescono a prendere delle decisioni razionali (a proprio favore) quando si parla di investimenti.
Ma perché?

Il motivo principale è perché si capovolge la piramide decisionale dell’investimento. Infatti la maggior parte delle persone decidono di investire in azioni, obbligazioni, fondi, ETF, ecc. pensando solo allo strumento in questione senza mettere prima altri fattori fondamentali.
Prima di scegliere lo strumento su cui investire bisogna sapere perché investire.

Con questo articolo lancio l’iniziativa che ci servirà per costruire una piramide decisionale dell’investimento che pone all’ultimo posto lo strumento finanziario (ed al penultimo le percentuali di allocazione del capitale). Quello che io scrivo qui di seguito è solo uno spunto che può essere tranquillamente integrato, modificato e revisionato da ciascuno dei lettori di questo Blog. Non voglio essere l’unica voce, ma uno strumento di supporto per inserire in questo documento l’esperienze di tutte e di tutti.

L’obiettivo è quello di realizzare un file Excel che in base alle risposte ed alle indicazioni numeriche inserite ci fornisca un risultato razionale ed in linea (o quantomeno il più consono possibile) alle nostre attitudini di investitore.

Mi piacerebbe che questo diventasse il documento di tanti cervelli di questa ‘piccola’ community che è ExcellentInvestor.it e che diventi d’aiuto sia a chi sta intraprendendo da poco l’attività di trading on line e sia per chi è un veterano del settore.

Lo regalerò sul Blog e a tutti gli iscritti alla newsletter, sarà aperto a tutti.

Per prima cosa voglio lanciare degli spunti ai quali potete agganciarvi senza troppi indugi. Voglio cominciare con un set di domande per capire in quale tipologia di Investitore ti stai posizionando. Il percorso che voglio seguire è il seguente:

Parte qualitativa e soggettiva
1) Decidere l’obiettivo di fondo (Perchè Investire)
2) Fare delle domande per capire il rischio/rendimento (capire quindi che tipo di Investitore sei, in questi articoli puoi leggere tutte le tipologie possibili: il primo, il secondo ed il terzo)
3) L’orizzonte temporale (per quanto tempo voglio investire)
4) Quanti capitali ho a disposizione e come posso integrarli nel tempo?
5) Quali strategie conosco?

Parte quantitativa e oggettiva (in base al percorso sopra)
6) Come posso legare il capitale, le strategie ed il capitale (Money Management e scelta degli strumenti finanziari, parte numerica)

Risulta chiaro che il lettore può anche modificare (integrare) la mia lista decisionale. E’ possibile fare ciò commentando l’articolo nell’apposito spazio in fondo a questo articolo, io modificherò il documento in base alle vostre indicazioni.

perche
PERCHE’ INVESTIRE?

La domanda delle domande ma che tutti gli investitori dimenticano è proprio questa. Fermati un secondo e ragiona sulle vere motivazioni che ti spingono ad Investire.

E’ probabile che tu non le sai veramente! O meglio ancora non hai indagato per scoprirle. Sto parlando delle motivazioni più profonde e personali, quelle portano ciascuno di noi ad ottenere un obiettivo perchè parte di se stesso, quasi come che si trattasse di una missione.

Molto spesso quando pongo questa domanda a qualcuno le risposte che sovente ricevo sono le seguenti:
“per far rendere i miei risparmi”,
“per mantenere il potere d’acquisto dei miei soldi e quindi combattere l’inflazione”,
“per guadagnare oltre il mio lavoro”,
“per fare una pensione integrativa”,
“perché me lo ha detto il mio bancario di fiducia”,
“perché è così”.

Molte di queste sono risposte lecite e concrete, ma non portano a nessun risultato sperato. Perché affermo questo? La motivazione risiede che nessuno “in verità” investe per i motivi che sono scritti lì sopra e peggio ancora se lo fa, semplicemente dovrà sforzarsi il doppio per ottenere dei risultati.

Infatti quando definiamo la VERA MOTIVAZIONE per la quale stiamo investendo dobbiamo essere:
a) PRECISI e DEFINITI: sia nella descrizione della motivazione e sia nel tempo che ci prefiggiamo.
b) POSITIVI: è obbligatorio formulare una motivazione positiva e cioè che colpisca i nostri valori più profondi in maniera positiva.
c) COINVOLGENTI: dobbiamo capire le emozioni che questo ci provocherà non soltanto i semplici numeri che aumentano sul conto corrente. In fin dei conti nessun individuo accumula (guadagna) dei soldi per il mero fine di possederli, ma per le emozioni che essi possono generare.

Così facendo non avrete soltanto deciso la motivazione principale per la quale state investendo, ma avete appena programmato il vostro cervello a quel PRECISO e DETERMINATO obiettivo, da raggiungere in quel preciso ORIZZONTE TEMPORALE e che vi farà essere (diventare) una persona più felice poiché avrà allargato le proprie EMOZIONI POSITIVE legate a quel obiettivo.

Un esempio può valere più di mille parole. Di seguito una motivazione del PERCHE’ si investe seguendo le indicazioni sopra menzionate:

Dei genitori premurosi.
“Ho l’obiettivo di investire precisamente i miei risparmi di € ………………… ai quali posso integrare ogni mese la somma di € ………………… per i prossimi 18 anni, al fine di creare una rendita mensile a partire dal primo mese dopo la scadenza dei suddetti 18 anni, che permetta a mio figlio di coprirsi tutte le spese universitarie e gli consenta di studiare anche all’estero per un anno. Per raggiungere tale risultato dovrò far rendere il mio capitale almeno del ……% all’anno in regime di capitalizzazione composta (questo parametro mi consente di capire di quanto mi sto discostando dal mio obiettivo ogni anno). Il raggiungimento di questo obiettivo mi farà sentire un padre migliore e la felicità interiore nel vedere mio figlio realizzato professionalmente sarà la più grande ricompensa mai ricevuta”.

Questa motivazione potrebbe essere anche più dettagliata e ricca di particolari. In questa fase della decisone dell’investimento non bisogna essere scarsi di parole, ma più si è precisi e più si avranno le idee chiare nelle fasi successive.
Un altro esempio di obiettivo vero potrebbe essere il seguente:

Un ambizione latente in tutti noi
“Ho l’obiettivo di investire precisamente i miei risparmi di € ………………… ai quali posso integrare ogni mese la somma di € ………………… per il resto della mia vita. Ogni mese in maniera costante e duratura nel tempo ho deciso di aumentare il mio tenore di vita e più precisamente mi pongo l’obiettivo di arrivare a possedere un capitale di € ………………… entro il giorno/mese/anno – questo capitale mi consentirà di guadagnare ogni anno una quota interessi/dividendi pari ad € ………………… Infatti tale investimento mi consentirà di vivere di una rendita mensile aggiunta ad interessi e dividendi ed io dovrò solo decidere di lavorare solo a cose che mi appassionano, significherà che potrò decidere il mio lavoro non perché devo guadagnare per vivere, ma perché mi piace farlo.
Per raggiungere tale risultato dovrò far rendere il mio capitale almeno del ……% all’anno in regime di capitalizzazione composta (questo parametro mi consente di capire di quanto mi sto discostando dal mio obiettivo ogni anno). La sensazione di benessere e di libertà che questo comporterà per me e per la mia famiglia può essere tranquillamente considerata una delle cose più belle a cui posso ambire.
Viaggiare e godere del tempo con i miei cari sarà l’attività preferita in una circostanza del genere.
Avrò in questo modo soddisfatto i miei bisogni più materiali e poi quelli della mia famiglia, in tale stato sarei predisposto per arricchirmi anche da molti altri punti di vista”.

Ecco che cosa intendo per motivazione all’investimento. Quando capii questo concetto ti assicuro che non ho mai più perso di vista tale obiettivo, inoltre è molto semplice essere costanti e determinati quando la strada di fronte a te è molto chiara e la ricompensa in fondo ad essa è una delle cose più belle che possa accaderti.

Per oggi voglio solo lasciare questo spunto e fare delle domande aperte alle quali rispondere:

  • Come possiamo capire il rischio di un investimento?
  • Che cosa intendi per rischioso?
  • Quali domandi ti poni per capire se un investimento è rischioso?
  • Si rischia a non investire?
  • Come possiamo misurare il rischio?
  • Quale deve essere l’orizzonte temporale di un Investitore? Esso deve coincidere con quello delle sue strategie operative?
  • Quanti mercati esistono per investire?
  • Quante strategie si possono applicare?
  • Meglio il breve termine o il lungo termine?
  • L’età conta nell’investimento? Se si, in che modo?

Questi sono solo alcuni spunti ai quali ti chiedo di rispondere (anche solo ad uno di questi o ad alcuni) per proseguire il discorso iniziato con il PERCHE’ dell’Investimento.
Aiutami inserendo un tuo commento qui sotto oppure inviandomi una e-mail attraverso il link contatt di questo sito.

Da qui prosegue il documento dopo i commenti ricevuti (26 Ottobre 2009)

rischio

COME VALUTARE IL PROPRIO GRADO DI RISCHIO

La parola “rischio” è un sostantivo astratto, una sorta di scatola vuota all’interno della quale ognuno mette un proprio punto di vista, una sua definizione, oserei quasi dire un proprio stato d’animo.

Questi sono i classici problemi delle parole astratte che ci servono per esprimere dei concetti e per comunicare nella vita quotidiana, ma che non hanno troppo senso nelle scelte razionali di un investimento. Ad esempio anche la parola albero è una parola generica che non induce nessuno a pensare ad un albero ben specifico (un pino, un cipresso, un ciliegio, ecc.) ma almeno ci trasmette un concetto concreto e tangibile. Infatti anche tu adesso stai immaginando un albero nella tua testa.

Ma quando dico rischio, che immagine ti viene in mente?

Il rischio più che un immagine concreta è una sensazione, un’emozione che proviamo quando diciamo questa parola. Molti la associano alla paura di perdere qualcosa, altri all’adrenalina che si sente in corpo nei momenti estremi. Ma come dobbiamo valutare il rischio da investitori?

Valutando le risposte dei lettori del Blog e seguendo le linee guida che mi ero prefissato, posso dire che il rischio si caratterizza secondo questi punti di vista:

  1. il rischio dipende dalla variabilità dei rendimenti degli strumenti o meglio dall’oscillazione che tali strumenti possono avere nel corso del tempo. Più uno strumento finanziario ‘si muove’ e più viene percipito come ‘rischioso’. Quindi ad esempio possiamo definire che le azioni sono più rischiose delle obbligazioni poichè i loro prezzi oscillano di più. A loro volta i contratti future aumentando l’oscillazione rispetto alle azioni sono più rischiosi
  2. il rischio dipende dal capitale iniziale di ciascuno. Se investo i soldi che mi serviranno per vivere l’anno prossimo, per le emergenze oppure per comprare una casa da lì a breve allora la percezione del rischio aumenta a dismisura. Ogni oscillazione negativa può inficiare il mio tenore di vita e quindi non è opportuno esporsi a tali andamenti. Se invece ho coperto i miei bisogni primari ed ho a disposizione del capitale da investire e che non devo toccare per lungo tempo il rischio viene percepito come opportunità d’investimento.
  3. il rischio dipende dalla strategia operativa che utilizziamo. Infatti se sappiamo quello che stiamo comprando è più probabile che i nostri soldi abbiano un rendimento positivo. La conoscenza da questo punto di vista è fondamentale e la disciplina sul metodo diventa l’arma vincente.
  4. il rischio dipende dall’orizzonte temporale. Più è vicino il nostro bisogno di essere remunerati e più è complicato fare profitti. Tralasciando i discorsi sul Day Trading e sui Trading System, ma analizzando il linea generale il problema, più ravviciniamo è il nostro time frame di operatività e più il trading diventa complesso. Il rischio in questo senso è legato al fatto che far correre le posizioni aperte per un periodo più lungo è più facile da gestire che entrare e uscire dal mercato continuamente.
  5. il rischio dipende da fattori personali che possono essere valutati in base alla propria emotività ed in base al proprio carattere. Esistono persone più intraprendenti ed affini con il rischio ed altre più prudenti ed avverse al rischio. Fermo restando che di fondo esiste sempre una verità: “Non investire è il rischio più grande poichè ogni anno perdiamo il valore dei nostri soldi a causa di una tassa invisibile che è chiamata inflazione”.

Per questo sarà utile realizzare un corollario di domande alle quali dare un peso specifico su ognuno di questi 5 aspetti ed arrivare così ad un punteggio di rischio predeterminato.

Questo tipo di lavoro sarà utile alla scelta del Money Management e dell’allocazione delle risorse nei rispettivi strumenti finanziari.

Qui di seguito propongo alcune domande divise per le categorie sopra esposte:

  1. facendo una classifica di strumenti finanziari legata alla variabilità dei prezzi degli stessi, quali sono i più rischiosi e quali i meno rischiosi? E’ da valutare anche il rischio dell’emittente (cioè se va in default l’azienda o lo stato che emette tali strumenti)? ecc.
  2. il capitale che investo per che cosa mi occorre? Mi serve per il prossimo mese? Ci devo comprare una casa da lì a poco? Posso tenerlo investito per i prossimi …… anni? ecc.
  3. quante strategie operative conosco? che tipo di strategia voglio utilizzare per i miei investiemnti? mis ento sicuro nell’utilizzo di tale strategia? ecc.
  4. quale è il mio orizzonte temporale d’investimento? (attenzione riprendere in esame l’obiettivo scrito a monte).
  5. che tipo di carattero ho? mi sento male se vedo che i miei titoli calano? riesco a sopportare le oscillazioni di un investimento? mi può aiutare aver utilizzato il money management? la mia strategia operativa mi consente di stare sereno? ecc.

queste alcune domande. Come al solito aspetto i vostri feedback
;)

La prossima analisi sarà sul RENDIMENTO, quali sono i diver che muovono questa variabile nella scelta di un investimento?

Commenti

12 Responsei a “Come si decide un Investimento? La Piramide Decisionale dell’Investitore.”

  1. claudio on ottobre 22nd, 2009 17:49

    “per far rendere i miei risparmi”,
    “per mantenere il potere d’acquisto dei miei soldi e quindi combattere l’inflazione”,
    “per guadagnare oltre il mio lavoro”,
    “per fare una pensione integrativa”,
    “perché me lo ha detto il mio bancario di fiducia”,
    “perché è così”.

    Chiedo scusa…….ma le motivazioni di cui sopra sono RIDUTTIVE e non tengono contodegli aspetti EMOZIONALI/ EMOTIVI di chi risparmia. La piramide VERA parte PRIMA con l’OGGETIVO INQUADRAMENTO TEMPORALE degli STRUMENTI DI INVESTIMENTO in generale per poi, con le relative domande, PORTARE IL CLIENTE,attraverso le domande, ad un corretto inquadramento delle sue/ famigliari, NECESSITA’. Credetemi: a) il cliente tende a MENTIRE, ANCHE IN MANIERA NON RAZIONALE, per le proprie scelte fatte o da fare; b) le competenze e la preparazione/ oome porre le domande, RICHIEDONO TEMPI LUNGHI E MOLTO TATTO…….

  2. Francesco on ottobre 22nd, 2009 22:48

    Ciao Federico,
    rispondo alle domande che ci poni. Innanzitutto voglio soffermarmi sul rischio. Premetto che sono laureato in ingegneria elettronica con indirizzo telecomunicazioni, e quindi ho studiato parecchio teoria della probabilità (e so poco di investimenti finanziari). Premetto questo perché la mia personale definizione di rischio è legata (ovviamente) alla probabilità. Infatti a mio modesto parere ritengo il rischio (legato all’investimento) essere LA PROBABILITA’ DI ERRORE SULL’INVESTIMENTO, ovvero abbiamo investito dei soldi per avere dei guadagni in un determinato tempo, ma in realtà, nello stesso tempo, ci stanno portando delle perdite. Spiego ora la definizione. Ho dato questa definizione perché qualora per assurdo non vi è la possibilità di sbagliare su un investimento (ovvero qualunque investimento faccio vado a guadagnare), automaticamente non vi è un rischio, quindi ritengo che anche se le due cose non coincidano in qualche modo siano correlate tra loro. A questo punto rispondo ad un’altra domanda. La posso calcolare? Non so se una cosa del genere si possa calcolare numericamente nei mercati, ma credo che si possa capire intuitivamente se un titolo è più o meno rischioso, se uno strumento finanziario è più o meno rischioso,e quindi abbassare la probabilità di errore sull’investimento. Faccio un esempio: investire in ETF è sicuramente meno rischioso che investire su un singolo titolo. Infatti un ETF è la media su un paniere di titoli, quindi è portato a seguire i trend di mercato, mentre il singolo titolo non è necessariamente legato ai trend di mercato. Quindi gli ETF sono intuitivamente meno rischiosi dei singoli titoli (in quanto un singolo titolo può non seguire il trend del mercato, ma il trend di mercato è fatto dall’andamento complessivo di titoli, quindi se il trend è rialzista, la maggior parte dei titoli sarà rialzista, quindi l’ETF sarà rialzista). Allo stesso modo se investo in leva long intraday su un titolo ma anche su un ETF la probabilità di errore (quella che ho definito rischio), è sicuramente maggiore di quando vado ad investire in un lasso di tempo più lungo. Infatti il trend per un titolo può essere rialzista, però se focalizzo l’investimento in un singolo giorno possono esserci anche delle perdite considerevoli. Dunque in conclusione ritengo che il rischio sia la probabilità di errore sull’investimento, è una cosa che anche se non calcolabile numericamente è intuitiva, e la ritengo funzione di due parametri: il tempo (investire sul lungo periodo è meno rischioso che investire nel breve periodo) e lo strumento finanziario. Potrei mettere tra i parametri anche la percentuale di guadagno, ma ritengo che essa sia un parametro a sua volta dello strumento finanziario (se voglio avere guadagni maggiori utilizzo strumenti finanziari più speculativi). Utilizzando quindi un formalismo matematico, a me caro essendo ingegnere, se indico con R il rischio, t il tempo, s lo strumento finanziario, e g il guadagno R è funzione di t e s ( che è a sua volta funzione di g), ovvero

    R(t,s(g))

    Infine sottolineo che nel mio ragionamento non ho legato il rischio alla quantità di soldi investita. Questo l’ho fatto perché ritengo che se investo 10 euro, io “rischio” 10 euro, se investo 100000 euro, “rischio” sui 100000 euro. Quindi il rischio a mio modesto parere è una cosa che è indipendente dalla quantità investita, anche se è evidente che se perdo 10 euro, non succede niente, se ne perdo 100000 e il mio capitale era 100000, vado in rovina.

    Questo è quello che penso relativamente al rischio. Alle altre domande rispondo nei prossimi giorni.

    Grazie Federico della pazienza che hai avuto nel leggere questo documento .
    Francesco.

  3. Francesco on ottobre 23rd, 2009 01:03

    1)Come possiamo capire il rischio di un investimento? CONSIDERANDO TIPOLOGIA STRUMENTO FINANZIARIO (ES. AZIONARIO), STRUMENTO SPECIFICO (ES. FIAT), STRATEGIA OPERATIVA, ARCO TEMPORALE,CAPITALE

    2)Che cosa intendi per rischioso? QUANTO PER OGNI OPERAZIONE MI POSSO PERMETTERE DI PERDERE

    3)Quali domandi ti poni per capire se un investimento è rischioso? VEDI DOMANDA 1

    4)Si rischia a non investire? IL RISCHIO FA’ PARTE DELLA VITA

    5)Come possiamo misurare il rischio?
    VEDI DOMANDA 1

    6)Quale deve essere l’orizzonte temporale di un Investitore? TUTTO E’ RELATIVO, ANCHE IL TEMPO

    7)Esso deve coincidere con quello delle sue strategie operative? CERTO, IN BASE ALLA STRATEGIA ADOTTATA

    8)Quanti mercati esistono per investire? AZIONARIO,OBBLIGAZIONARIO,DERIVATI,MATERIE PRIME,VALUTA,ECC..

    9)Quante strategie si possono applicare?
    LE STRATEGIE SONO INFINITE, LE CATEGORIE DI STUDIO SONO 2:ANALISI FONDAMENTALE E ANALISI TECNICA.DI QUEST’ULTIMA FANNO PARTE ANCHE ANALISI GRAFICA E ANALISI CICLICA.AH DIMENTICAVO LE MACCHINETTE (I BOOK)

    10)Meglio il breve termine o il lungo termine? VEDI DOMANDA 6

    11)L’età conta nell’investimento? Se si, in che modo? VEDI DOMANDA 6

    RICORDATEVI DI DOCUMENTARVI ANCHE DI QUEL SIMBOLO A INIZIO POST, LA PIRAMIDE CON L’OCCHIO DI HORUS (NWO)CERCATE SU YOUTUBE.LA VERITA’ VI RENDERA’ LIBERI

  4. Roberto on ottobre 23rd, 2009 11:53

    Sono un investitore ormai da diversi anni ma solo ora ritengo di potermi definire un Trader.
    Dico questo perchè ritengo che la differenza tra chi investe dei soldi attraverso il trading on line e per questo si definisce un Trader, da un Trader a tutti gli effetti sta negli anni di esperienza.
    Per prima cosa se lo sei da tanti anni vuol dire che hai ancora i tuoi soldi, e quindi hai un metodo, e quel metodo è giusto.
    Psicologicamente sei forte perchè ai superato l’impossibile e ne sei venuto fuori battendo il mercato.
    Il rischio attraverso il tuo metodo è tenuto sotto controllo e quindi sei tranquillo ed hai il tempo di ragionare e concentrarti da solo su quello che stai per fare.
    Io faccio il Trader perchè le soddisfazioni di battere il mercato nel mio piccolo sono indescrivibili, (io solo contro il mercato).
    Io decido nella più totale indipendenza, cosa apparentemente difficile vista la pressione dei media e degli analisti esperti ma credetemi e possibile.
    Guardate che non bisogna essere laureati in ingegneria o altro, ma bisogna avere la mentalità giusta l’approccio giusto che si ottiene con il passare del tempo (minimo un ciclo economico) per capire il mercato.
    Volevo rispondere a Francesco, riguardo i calcoli che ha fatto, i tempi la durata dell’investimento, ETF o azioni ecc………
    Per una corretta gestione del nostro piccolo portafoglio per noi (parco buoi) non ci sono calcoli da fare o complicazioni varie , il tempo il rischio ecc………………
    L’unica regola credimi e l’analisi tecnica rigorosa e senza eccezioni, da applicare rigidamente sempre ed in ogni circostanza anche quando ci si trova in leggera perdita.
    Bisogna diventare dei tira righe (supporti e resistenze devono diventare le tue uniche armi per battere il mercato).
    Non devi seguire altre indicazioni di nessun genere a cominciare dalla carta stampata, quello che sta succedendo ad un titolo o a un indice di borsa lo devi capire attraverso il suo grafico, e lui che ti dice in che fase di mercato ti trovi e tu lo devi seguire, cavalcare al rialzo fin che dura, una settimana un mese un anno ecc.
    Tutto il resto è fuori dalla nostra portata, per fare degli esempi noi non potremo mai capire ragionando, come mai in queste ultime settimane il GAS e passato da un minimo di 2.5 euro a oltre 5 euro mentre un ETF sul Gas che sto seguendo e ancora ai minimi storici
    Bulgari dove tutti gli analisti in questi mesi sono negativi sul titolo, a praticamente raddoppiato il suo valore.
    Mi potrei dilungare all’infinito, a cominciare dalle settimane precedenti all’undici settembre dove i titoli assicurativi e bancari per puro caso cominciarono a precipitare fino ad oggi.
    Ma come dicevo prima a noi queste cose non ci interessano,quello che ci interessa e che diverse settimane prima dell’undici settembre gli indici avevano rotto il trend rialzista e quindi noi rispettando l’analisi tecnica dovevamo aver chiuso tutte le posizioni con diversi giorni di anticipo.
    Il grafico anticipa sempre gli eventi ricordalo.
    Scusatemi se non ho scritto in modo corretto alcuni concetti, ne vorrei scrivere ancora tanti altri, spero comunque di essere riuscito a trasmettervi alcuni dei veri principi del Trader autonomo e libero da tutto e tutti.
    Spero di aver stuzzicato l’interesse di alcuni di voi, ricordate che il metodo per battere il mercato nel nostro piccolo esiste.

    Ciao alla prossima.

  5. Pas on ottobre 23rd, 2009 12:17

    Ciao Federico, rispondo alla domanda che ci poni. ‘Perchè investire’ Per me investire è un mezzo per far aumentare il mio risparmio, per altri può rappresentare un gioco. Comunque penso che in ogni investimento ci sia una parte emotiva molto importante e una soggettiva che deriva dai valori e dalle credenze della persona. Considero questi fattori basilare nella decisione
    di investimento, mentre gli altri sono secondari. Spero di aver risposto alla tua domanda, ciao a presto

  6. Federico Pacilli on ottobre 23rd, 2009 13:09

    Ho letto tutti i vostri commenti. Nel week end provo a trasformarli in proposte per il documento.
    Mi darete ciascuno il vostro feedback.

    per Claudio:
    sicuramente quelle che ho descritto sono delle motivazioni superficiali, purtroppo molte persone rispondono solo in questo modo.
    Il tuo spunto è molto interessante, infatti avevo pensato a questo docuemnto come strumento personale.
    Ovvero chiunque lo legge dovrà rispondere solo a se stesso (e quindi sperarando di non mentire).
    Se invece si vede come strumento di analisi di una situazione di terzi, cambia totalmente prospettiva.
    Ripeto io lo avevo ragionato come strumento personale, ma non è detto che si possa cambiare (o fare una versione diversa).

    per Roberto:
    quindi secondo te in questo documento dovremmo dare molto peso alla parte della strategia? Ho interpretato bene il tuo commento?
    In tal proposito bisognerà capire come impostare tale parte, poichè ciascuno inizia da livelli di conoscenza diverso e non sarà facile prevedere una struttura valida universalmente per tutti.
    Chiaramente difficile ma non impossibile
    ;)

    per tutti:
    ripeto, appena ho un pò più di tempo, trasformo gli spunti di tutti in proposte scritte per il documento.

  7. Roberto on ottobre 23rd, 2009 14:58

    Si direi di si,strategia legata ai periodi favorevoli individuati mediante l’analisi tecnica dei grafici.
    Io personalmente in questi ultimi anni o trascorso diversi mesi senza eseguire nemmeno un’operazione,essendoci stati diversi periodi assolutamente sfavorevoli(trend negativi di lungo periodo per intenderci).
    Solo in questo modo possiamo tutelare il nostro portafoglio, senza concedere nulla al mercato per poi trovarci subito in guadagno in momenti come questo.

  8. Francesco on ottobre 23rd, 2009 19:11

    Concordo pienamente con Roberto per il fatto che l’analisi tecnica è molto importante,senza quella non vai da nessuna parte.anche gli scalper si sono dovuti adattare.mentre prima si poteva scalpare solo ed esclusivamente guardando i book (i book dicevano la verità e si riduceva tutto ad un fattore di velocità di chi prima prendeva posizione),adesso i book non dicono la verità quindi mi sento di dire che non si puo’ fare a meno dell’analisi tecnica,qualunque categoria di trader ciascuno di noi appartiene.Penso che dovremmo dare peso alle strategie operative.Anche se ciascuno di noi parte da livelli differenti,sono d’accordo con Roberto quando dice che per fare trading non occorre la laurea.Basta capire i concetti base (10 %) e poi bisogna fare tanta esperienza (90 %).Penso che se uniamo le nostre forze ce la possiamo fare :)

  9. Francesco on ottobre 23rd, 2009 22:00

    Ciao Federico,
    come promesso rispondo alle altre domande che ci hai proposto a partire dalla sesta in poi. Credo che l’orizzonte temporale di un investitore sia legato agli obiettivi che si prefigge, ovvero se l’investitore vuole ottenere risultati nel breve o nel lungo periodo. Per la domanda quanti mercati esistono per investire, rispondo quelli che si conoscono. Infatti per me la conoscenza è alla base di tutto, io non posso investire in uno strumento se non lo conosco almeno in maniera sufficiente. E’ come darsi da soli la zappa sui piedi. Per le strategie che si possono applicare rispondo infinite. Ogni strategia può essere buona se soddisfa le aspettative dell’investitore. Per il breve e il lungo termine è tutto legato agli obiettivi dell’investitore. Per l’età se conta nell’investimento rispondo ni. Ritengo che quello che conta non sia tanto l’età a cui si investe ma tanto la posizione sociale, che in qualche modo è legata con l’età. Mi spiego. Se sono giovane e ho sui 25-30 anni, è probabile che vivo ancora con i miei genitori. Se ho un lavoro, lo stipendio che percepisco risulta netto in quanto non ho spese. Questo fa si che una fetta dello stipendio la posso impiegare nell’investimento per cercare di far fruttare ancor maggiormente i miei guadagni. Se invece ho 35-40 anni e sono sposato, è evidente che lo stipendio che guadagno lo consumo quasi interamente per mantenere me e la mia famiglia. Questo fa si che risulta molto più difficile trovare i fondi sui quali investire. Con questo non voglio dire che i fondi da cui investire si trovano esclusivamente lavorando, ma sicuramente una buona fetta dei nostri investimenti nasce dai risparmi che si ottengono col lavoro.
    Con questa discussione credo di aver risposto, alcune volte in maniera esaustiva, altre in maniera sintetica alle dieci domande che ci hai proposto. Grazie come sempre Federico per quello che fai.

    Francesco.

  10. Paolo on ottobre 23rd, 2009 23:40

    Ciao Federico.

    Cerco di rispondere alcune domande,io non sono un trader investo per cercare di far aumentare il mio patrimonio,
    anchio uso l’analisi tecnica perchè solo quella ti fà diminuire il rischio,
    investo sul breve medio periodo perchè con questo andamento andare sul lungo non me la sento.
    Ciao

  11. Federico Pacilli on ottobre 29th, 2009 11:38

    Ho aggiornato l’articolo con l’analisi sul rischio. Leggete sopra la parte nuova, aspetto i vostri feedback chiaramente.
    ;)

  12. Marco on novembre 2nd, 2009 16:10

    ciao Federico,
    seguo il tuo blog da un po di tempo e devo dire che sto imparando cose che non conoscevo, vista la mia estrazione scolastica di altro tipo.
    Devo dire cmq che l’approccio all’investimento della persona “comune” come me, avviene perché: non conoscendo la materia e fantasticando di guadagni più o meno facili; avendo un unico reddito da lavoro quasi sempre dipendente (ma succede anche a qualche medio imprenditore), si è propensi a credere che il fatto di dare ad un consulente finanziario i tuoi soldi o investendoli in borsa con pochissime informazioni ed utilizzando quasi esclusivamente il fattore B, si possano fare soldi a palate o perlomeno vivere di trading.
    Ora io credo che per avere in tasca a fine mese, tasse pagate, 1.000,00 euro di media da un’attività di trading e/o di rendita finanziaria da capitali investiti ci vorrebbero almeno… (dimmelo tu!) e cmq per arrivare a tal punto e mantenere se non incrementare tale posizione dovresti avere delle conoscenze tali degli strumenti che non si imparano in un’ora la sera prima di andare a letto. Qui ci vuole rigore e metodo!
    In questo modo se arriva il crollo che c’è stato e se hai gli strumenti giusti, te ne accorgeresti in tempo (tu Cmq questo lavoro di gruppo mi intriga e mi piace molto.
    Attendo nuovi post!
    Buon lavoro

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