E tu, che tipo di Trader sei? La mappa dei Traders (SecondaParte)

investitore-eccellenteContinuo con il discorso del precedente articolo:
“Che tipo di Trader sei? O che tipo di Trader vorresti essere?”

Analizziamo dunque le altre divisioni per le macrocategorie in base: a) alle strategie operative, b) al grado di rischio del Trader (o Investitore), c) al Capitale a disposizione per l’investimento, d) alle informazioni in possesso del Trader.

Divisione per strategie operative.
Secondo questa visione i Trader si dividono fondamentalmente in due macrocategorie che in prima analisi sembrano contrapposte tra di loro, ma che in realtà sono le facce di una stessa medaglia.

Gli Analisti Tecnici contrapposti agli Analisti Fondamentali.

Senza entrare in discorsi più complessi e più lunghi, posso semplificare che la differenza sostanziale tra le due discipline è la seguente: 1) l’Analisi Tecnica studia l’andamento dei prezzi (e quindi decreta segnali di ingresso e di uscita) attraverso l’analisi delle serie storiche attraverso formule matematiche, statistiche e l’analisi dei grafici, 2) l’Analisi Fondamentale studia i bilanci delle aziende per determinare attraverso l’analisi di indicatori e la stima di flussi futuri aziendali eventuali asimmetrie tra i valore intrinseco dell’azione ed il suo prezzo di mercato.

Qui di seguito divido le categorie di traders mettendo il principale studio svolto:

Analisi Tecnica.
in via teorica sono tutti analisti tecnici, ma possono essere divisi in:

    1. Studio del Book – Scalper
    2. Studio dei cicli di borsa e sistemi trend following – Swing Traders
    3. Sistemi automatici generati da indicatori – Trading System
    4. Studio dei Patterns grafici – Pattern Trader
    5. Stuio delle greche – Option Trader
    6. Operatività discrezionale dopo screening – Trader Discrezionale

      Analisi Fondamentale.
      in questo caso metto solo due categorie ed una eventuale terza categoria la aggiungo alla fine dell’articolo:

        1. Studio del Bilancio per indicatori, multipli e stime – Value Investing Trader
        2. Conoscitore del segmento e attento analista delle novità delle aziende – Esperto del settore

          Divisione per grado di rischio.
          attraverso questa divisione faccio luce su un aspetto che nessuno considera mai nell’attività di investimento. Che cos’è il rischio? Come si valuta il rischio? E ancora meglio quando si investe in titoli a reddito fisso (obbligazioni o bond) sono esente dal rischio?

          Mettiamo alcune basi logiche a questo concetto. Il rischio si può calcolare sia matematicamente (variabilità e oscillazioni ampie/minime dei movimenti di un titolo) oppure come sentimento umano soggettivo.

          Il problema è che valutando gli aspetti emotivi del rischio si prendono decisioni sbagliate. Ed è per questo che molti investitori alle prime armi compiono scelte errate. Esistono solo ed esclusivamente 3 categorie di operatori rispetto al rischio:

            1. Coloro che sono totalmente avversi al rischio e operano solo in situazioni di arbitraggio matematico – Arbitraggisti
            2. Coloro che hanno assunto una posizione direzionale assumendosi un rischio e che vogliono coprirsi dallo stesso in situazioni avverse – Hedgers
            3. Coloro che si assumo il rischio di una posizione direzionale (rialzista, ribassista, laterale) – Speculatori

              Questo significa che dal punto di vista del rischio esistono solo: Arbitraggisti, Hedgers e Speculatori. Quando diventiamo degli investitori nei mercati finanziari esiste sempre una componente di rischio che dovrà essere assunta. Coloro che sono totalmente avversi al rischio sono gli Arbitraggisti che però per difficoltà tecniche e risorse finanziarie possono essere solo alcuni operatori istituzionnali.

              Quindi bisogna essere consapevoli che se si compra anche un bond si va incontro ad un rischio, come per esempio il rischio emittente (default o crisi finanziaria della società, per esempio parmalat, cirio, argentina, ecc.) oppure al rischio di un rialzo dei tassi d’interesse e svalutazione della quota capitale durante le negoziazioni del bond.

              Insomma non esistono pasti gratis in borsa (parafrasando un proverbio americano) e quindi è possibile attenuare il rischio solo con la conoscenza degli strumenti finanziari e delle logiche dei mercati.

              Divisione per capitale a disposizione per l’investimento.
              questa divisione è fondamentale per capire come bisogna operare in futuro. Infatti in base alla quantità di soldi che si hanno a disposizione è possibile rischiare di più o di meno.

              La maggior parte dei traders che si affacciano per le prime volte sul mercato fanno il passo più lungo della gamba. Di seguito la divisione e poi una mia considerazione:

                1. Capitale da € 0,00 a € 50.000,00 – Small Trader
                2. Capitale da € 50.000,00 a € 1.000.000,00 – Trader
                3. Capitale oltre € 1.000.000,00 – Heavy Trader o Istituzionali

                  Mettetevi l’anima in pace se siete degli small trader. Difficilmente potete vivere di questa sola attività, se esiste qualcuno in grado di utilizzare strategie profittevoli in grado di mantenere il proprio tenore di vita, superare l’inflazione ed aumentare il capitale, oltre ad essere molto bravo facilmente supererà la barriera dei € 50.000,00 e diventerà un trader.

                  Ma la percentuale è talmente irrilevante che può essere tranquillamente considerata una regola il fatto che gli small trader possono togliersi parecchie soddisfazioni, aumentare il proprio capitale nel tempo ma non vivere di solo Trading.

                  D’altronde per parlarci chiaro per ottenere un risultato del genere bisogna adoperare strategie con strumenti finanziari in leva e capite bene come il fattore rischio aumenti considerevolmente. E’ dunque più razionale mettere le basi per passare l’asticella piuttosto che rischiare a più non posso per ottenere un sogno di plastica che potrebbe diventare un incubo. Fate le cose con calma e con il giusto rischio, io come regola principale non utilizzerei mai più del 10% del mio capitale per strumenti in leva (a qualsiasi livello di capitale).

                  Per i Trader, gli Heavy Trader e gli Istituzionali le considerazioni sono diverse. Questi operatori non solo possono allocare il capitale in maniera più armoniosa, ma hanno la possibilità di fare strategie di più ampio respiro e più complesse.

                  Per concludere l’articolo dovrei parlare di un altra divisione quella in base alle informazioni in possesso del Trader. Ne parlerò con un post a parte poichè la reputo di massima importanza anzi quella che fa la differenza. Per una scorretta informazione è la meno considerata da tutti i piccoli investitori. Purtroppo per loro quella più efficace.

                  Come al solito è possibile lasciare un commento o fare considerazioni qui sotto nell’apposito campo commenti.

                  Commenti

                  4 Responsei a “E tu, che tipo di Trader sei? La mappa dei Traders (SecondaParte)”

                  1. Francesco on ottobre 14th, 2009 14:30

                    Ciao Federico, in base alla tua classificazione rientro nella categoria degli analisti tecnici.Mi definisco uno swing scalper (intraday no overnight) categoria da te non menzionata in quanto ibrida tra scalper e swing trader.Ultimamente sto anche approfondendo lo studio dei pattern.Parlando del grado di rischio diciamo che penso prima a quanto posso ( o potrei) permettermi di perdere per un’ operazione, poi penso al guadagno.Sono molto avverso al rischio.Mi accontento di poco.Il trend di un titolo puo’ salire pure di 20 tick, non mi interessa, prendo quel poco che mi interessa ed esco.Diciamo che faccio parte della categoria “arbitraggista”.Parlando di capitale appartengo alla categoria degli small trader.Non sono d’accordo con te Federico, quando dici che non si puo’ vivere di solo trader quando si è uno small trader. Ci sono quelli che sono riusciti nel loro intento, cioè diventare trader professionisti.

                  2. nicolas on ottobre 19th, 2009 19:58

                    Sono d’accordo con te federico in quel che concerne la classificazione di ogni tipo di investitore e trovo l’argomento molto interessante e utile per chi comincia ad avventurarsi nel mondo della finanza. Per quanto riguarda il fatto che uno small trader non possa tirare fuori un gruzzoletto dalla sua attività mi trovo in parziale accordo con te e con francesco, sono dell’idea che uno small trader possa ricavare un gruzzoletto solo sfruttando (per fortuna o per competenza) una crisi o un un trend particolarmente rialzista, allo stesso tempo ritengo che sia piuttosto improbabile che uno small trader in condizioni di mercato al quanto instabili (come ora) possa ricavarsi uno stipendio “ogni 10 del mese”. Per fare un esempio io mi ritengo uno small trader e nel mio caso decisi nel marzo di quest’anno di aprire un conto titoli e diedi ordine alla banca di acquistare questi titoli:
                    (Ansaldo STS, Astaldi, azimut, a2a, basf, bmw, buzzi, enel, eni, deutsche bank, exor, fiat, finmeccanica, impregilo, mediaset, mediobanca, mediolanum, parmalat, pirelli, saipem, snam rete gas,tenaris, terna, allianz, e.on, con un investimento di soli 10.000euro, ora non voglio dare cifre ma vi assicuro che ho ricavato un bel gruzzolo. Questo perchè ho saputo cogliere l’attimo e ho scelto dei titoli anche in base a delle analisi che ho effettuato personalmente.

                  3. Dividere gli Investitori in base al proprio set di informazioni. | Excellent Investor - Investire in Borsa, Educazione Finanziaria, Trading On Line, Trading System e Software con Excel. on ottobre 21st, 2009 06:40

                    [...] 2007 « E tu, che tipo di Trader sei? La mappa dei Traders (SecondaParte) ottobre 19th, [...]

                  4. Come si decide un Investimento? La Piramide Decisionale dell'Investitore. | Excellent Investor - Investire in Borsa, Educazione Finanziaria, Trading On Line, Trading System e Software con Excel. on ottobre 22nd, 2009 15:07

                    [...] ho anticipato dai precedenti post (il primo, il secondo ed il terzo), pochi Investitori riescono a prendere delle decisioni razionali (a proprio favore) [...]

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