E tu, che tipo di Trader sei? La mappa dei Traders (Prima Parte)

tipi-di-investitoriLa domanda è semplice:

“Che tipo di Trader sei? O che tipo di Trader vorresti essere?”

La scorsa settimana avevo lanciato un quesito simile ed ho ricevuto diverse e-mail di risposta e molti commenti al post in questione. Continuo allora con un argomento altrettanto caldo.

Infatti non tutti conoscono che cosa significa fare il TRADER oppure fare TRADING. Il significato è molteplice e spesso quello che si sente dire in giro (sui libri, nei seminari, su internet) è sempre in contrasto e rappresenta un elemento di confusione non solo per chi si affaccia per la prima volta a questo mondo, ma anche tra i più esperti.

Il vero problema è che non riesco a non essere preciso e razionale su un argomento come questo, anzi ho fatto di peggio, ho voluto ‘mappare’ le categorie di traders dividendole secondo i principali fattori.

Prima di proseguire voglio precisare che quello che viene scritto qui di seguito sono mie considerazioni e standard che potrebbero essere diversi da quelli della dottrina comune.

Innanzitutto la parola TRADING e TRADER deriva da una parola inglese che significa NEGOZIARE e NEGOZIATORE. Quindi in senso letterale il Trader è colui che negozia nei mercati gli strumenti finanziari. In effetti già la parola presa singolarmente è fuorviante. Dire che si è solo dei TRADER non significa niente!

In che cosa si negozia? Quale è lo strumento o il bene in questione? Dire che si è TRADER non basta e neanche il solo senso letterale è utile allo scopo. Piuttosto io mi aspetterei una parola vicino come BOND TRADER, OPTION TRADER, FOREX TRADER, STOCK TRADER, ecc.

già questo modo di definire un Trader mi sembra più corretto. Chiamarlo solo ‘trader’ è come voler dire che si è dei COMMERCIANTI, dei MERCANTI. Ma di che cosa? Di mobili, di abbigliamento, di frutta, di scarpe o di strumenti finanziari?

Il concetto di Identità.
La questione non è di poco conto. Essere precisi con le definizioni e con i percorsi da seguire ha delle conseguenze dirette con il concetto di Identità. Ognuno nella vita ha una propria identità che viene rafforzata giorno dopo giorno dalle azioni che compiamo. Ma come si può pensare di diventare un Trader se non si sa neanche che cosa significa?

Per questo motivo una delle prime divisioni da fare è sullo strumento finanziario utilizzato dal TRADER.

Divisione per strumenti finanziari.
di seguito la lista:

  • AZIONI – Stock Trader
  • OBBLIGAZIONI -  Bond Trader
  • FUTURES – Speculatore
  • OPZIONI – Option Trader
  • FUTURES su VALUTE -  Forex Trader
  • COMMODITIES – Commodity Trader
  • ETF, ETC, FONDI e FONDI di FONDI – definizione a seconda della strategia utilizzata con questi strumenti

Ecco dunque che abbiamo dato un’Identità a questo MERCANTE che adesso negozia degli strumenti specifici. Ognuno di questi strumenti ha delle caratteristiche di rischio, di operatività e di rendimento.

Bisogna obbligatoriamente scegliere di diventare solo uno di quei TRADER sopra esposti? La risposta è no! Si può operare su più strumenti (anzi alcune volte si deve). Capisci qual è la differenza? Utilizzando alcuni di questi strumenti puoi variare il rapporto rischio rendimento e quindi iniziare a mettere alcuni paletti importanti nella tua carriera di TRADER: 1) quanto vuoi rischiare, 2) quanto vuoi guadagnare.

Divisione per orizzonti temporali.
Un altro aspetto importante è quello legato al periodo di riferimento dell’investimento. A seconda del tempo in cui viene impiegato il capitale, cioè da quando si apre una posizione fino alla sua chiusura, possiamo dividere le tipologie di TRADER secondo questa lista:

  • POSIZIONI DI POCHI MINUTI (oppure ORE) – Scalper
  • POSIZIONI FINO A 3 GIORNI – Day Trader
  • POSIZIONI FINO A 15 GIORNI – Short Term Trader
  • POSIZIONI FINO A 3 MESI – Trader su Intermedio
  • POSIZIONI FINO AD 1 ANNO – Mid Term Trader
  • POSIZIONI OLTRE 1 ANNO – Investitore o Long Term Trader

Ecco che abbiamo messo un altro importante tassello nel nostro bagaglio conoscitivo. Quanto tempo vogliamo dedicare all’attività di trader? A seconda della risposta che diamo a questa domanda si deciderà l’orizzonte temporale. Questo aspetto inoltre inficia anche sul rischio e sul rendimento del nostro investimento (andrebbe fatto un discorso più lungo, ma questo articolo non è la sede giusta).

Ti anticipo già che le prossime divisioni che farò saranno in base:

  1. alle strategie operative
  2. al grado di rischio del Trader (o Investitore)
  3. al Capitale a disposizione per l’investimento
  4. alle informazioni in possesso del Trader

L’articolo continua nei prossimi giorni, se vuoi contribuire alla discussione puoi commentare nell’apposito campo qui sotto. Magari puoi suggerirmi altri aspetti da sviscerare nel prossimo articolo, che ti anticipo sarà molto liberatorio.

Nel senso che volendo dire tutta la verità, mi auguro di liberarti da tutte le credenze negative e dalle false illusioni legate al mondo del TRADING ON LINE.

Commenti

13 Responsei a “E tu, che tipo di Trader sei? La mappa dei Traders (Prima Parte)”

  1. fabio on ottobre 12th, 2009 07:54

    tratto in maniera amatoriale commodiy
    azioni etf etc bond,
    investimenti mid long term e short term
    sto approfondendo la conoscenza del settore con corsi lettura di testi e di giornali specializzati, partecipazione a forum e blog.
    ciao

  2. T.SCOUT on ottobre 12th, 2009 09:01

    Spett.ExcellentInvestitor.it

    Vi pongo una serie di istanze in quanto sarei interessato nell’investimento
    del mercato delle valute -FOREX-
    1_E’ vero che non si paga capital gain sui ricavi?
    2_E’ vero che i Broker non fanno pagare commissioni e né spese fisse, ma
    guadagnano solo sugli spreed delle valute offerte?
    3_E’ vero che esistono due tipi di mediatori i broker e dealer o investitori
    misti? Qual è quello da scegliere?
    4_E’ vero che se si investe con Broker esteri, interni o esterni alla
    comunità europea, occorre dichiarare i versamenti transitanti dal proprio
    conto al Broker e viceversa per somme complessive annue superiori a ?
    10.000,00, e tali somme (profitti o perdite) sono tassate con quale aliquota
    (%) oppure solo denunciate ( per la legge sul riciclaggio e trasporto di
    capitali all’estero…) e non assoggettate a nessun prelievo fiscale da
    parte dello Stato italiano?
    5_ E’ vero che sono assoggetti alla dichiarazione dei redditi (come al punto
    4) anche gli interessi di swap?
    6_Esistono Broker seri, sii italiani che esteri, che non eseguono slippage
    sul book e offrono spreed bassi di un pip max?
    7_E’ possibile eseguire ogni giorno versamenti sul proprio conto degli
    eventuali profitti ottenuti con il forex?
    8_Esiste una piattaforma ottimale per operare sul forex, che permetta anche
    l’arbitraggio, se si qual è?
    9_ E’ vero che se si superano i ? 50.000,00 ( ex Centomilioni di lire) per
    sette giorni consecutivi c’è l’obbligo di pagare le tasse e con quale
    aliquota?
    10_Ci sono istituti bancari italiani che offrono la possibilità d’
    investimento con il forex e se si quali sono che offrono il servizio più
    appetibile?
    11_E’ proprio conveniente il forex oppure ci sono investimenti più sicuri e
    meno stressanti , se si quali sono per somme consistenti a partire dai ?
    50.000,00?

    Attendo vostre autorevoli risposte, visto la serietà intellettuale
    riscontrata nel vostro sito.

    Un saluto.

  3. lukitto on ottobre 12th, 2009 09:35

    Io sono fra questi….

    POSIZIONI FINO A 3 GIORNI – Day Trader
    POSIZIONI FINO A 15 GIORNI – Short Term Trader
    POSIZIONI FINO A 3 MESI – Trader su Intermedio

    Con azioni e CFD…

    Ciao

  4. Francesco on ottobre 12th, 2009 09:36

    Sono uno stock trader(non professionista, mi piacerebbe diventarlo). Opero in intraday (in giornata apro e chiudo posizioni senza overnight). Secondo la classificazione di Federico dovrei rientrare nella categoria “Scalper”. Per quanto riguarda il tempo da dedicare al trading, mi piacerebbe, come ho detto prima, diventare un trader professionista e quindi dedicare l’intera giornata.

  5. Federico Pacilli on ottobre 12th, 2009 10:07

    Ciao T.SCOUT
    ti rispondo di seguito:

    1) la legge sulla tassazione dei capital gain sullo scambio di valute recita:
    “La tassazione delle cessioni di valute rinvenienti da depositi o conti correnti si verifica soltanto nel caso in cui la giacenza massima dei depositi e conti correnti intrattenuti sia superiore a 51.6645,69 euro (100 milioni di lire) per almeno 7 giorni lavorativi continui.’ (i-ter art.67 D.P.R. 917/86)”
    Quindi siccome nessuna operazione dura più di 24h, poichè nel trading sul Forex in marginazione il Broker effettua la chiusura e riapertura della posizione ogni 24h.
    Si aggiunge altresì che l’attività di trading nei cambi valutari non è strumento finanziario ma strumento accessorio.

    2) dipende dai Broker chiaramente. Ci sono molti Broker che fanno questa politica di costo.

    3) il Broker puro è da preferire poichè non effettuando operazioni in conto proprio non è gravato da nessun conflitto d’interesse a sfavore del cliente

    4) abbiamo visto sopra che non c’è aliquota per i capital gain, ma solo obligo di dichirare le somme.

    5) si, è possibile però che alcuni Broker gestiscano in automatico tale tassazione inserendosi cme sostituto d’imposta tra il trader ed il fisco.

    6) su questo punto non mi esprimo, poichè il concetto di ‘serietà’ può essere molto soggettivo e quindi non ho gli strumenti per dare una risposta universale.

    7) Dipende dal Broker (e dalla convenienza – eventuali commissioni) ma in linea di principio assolutamente si.

    ’8) per mia conoscenza ho visto programmi di arbitraggio solo dei desk degli operatori professionali come banche e gestori. Si costruiscono dei software interni che monitorano le condizioni di arbitraggio aperte (non solo per il forex). Per esperienza ho visto che i segnali in questione durano pochi secondi. In generale credo che sia difficile che questo possa avvenire per i trader privati.

    9) con un’aliquota del 12,50%

    10) se parliamo di appetibilità per un Trader (qualità servizio e costi) diciamo che i Broker esteri sono anni luce avanti. Però vedo che le cose stanno cambiando.

    11) Per essere sincero il FOREX è l’ennessima moda che sta cavalcando nel emrcato del Trading On Line. Il punto fondamentale nella vita di un Trader non è lo strumento che utilizza ma:

    a) l’obiettivo rischio/rendimento che si decide di affrontare
    b) il money management congruo al capitale investito
    c) le strategie che si conoscono

    solo dopo si scelgono gli strumenti da adoperare. Invece la smania di fare trading e le mode del momento capovolgono questa piramide decisionale a sfavore del trader.
    Quindi non solo non posso rispondere a questa domanda, ma la critico dal punto di vista concettuale.

  6. Mauro on ottobre 12th, 2009 15:25

    Ti sto seguendo da circa 1 mese con fatica causa l’età matura e un livello di istruzione piuttosto limitato ho acquistato i 2 corsi molto interessanti e nonostante devo ancora capire parecchi argomenti vivo nel rimpianto di non averti letto prima io sono tra quel 90% di illusi e perdenti.
    Ora basta perdere non sarei più in tempo a recuperare.

  7. pasqualinus on ottobre 12th, 2009 18:42

    vorrei essere un scal trader, ma non riesco ancora a trovare quale metodo utilizzare per scoprire i segnali operativi per fare trading

  8. E tu, che tipo di Trader sei? La mappa dei Traders (SecondaParte) | Excellent Investor - Investire in Borsa, Educazione Finanziaria, Trading On Line, Trading System e Software con Excel. on ottobre 14th, 2009 10:48

    [...] 2007 « E tu, che tipo di Trader sei? La mappa dei Traders (Prima Parte) ottobre 14th, [...]

  9. Otello Sala on ottobre 16th, 2009 20:33

    Federico io sono succube di un titolo, quello di Unicrediito. l’avrò acquistato e venduto negli untimi mesi almeno una decina di volte.Non so se perchè leggo molto il tuo sito e leggo l’analisi tecnica che fai su uni, raramente ci ho perduto. Sono sempre stato in gain di quache migliaio di euro, tranne una volta dove ho perso il 40% di quello guadaganto. Ma li avevo sbagliato completamente la valutazione io. IO tendo ad essere, diciamolo chiarmante, un cassetista. Alcuni dicono, alcuni tuoi colleghi intendo, che il cassetista è morto. Tu cosa ne pensi, è vero? io stò su ENI, ENEL, SNAM. Ma a dir la verità non combino molto. Penso che siano titoli solidi, distribuicono discreti dividendi e forse mi basta. Però io dico che rispetto al capitale investito non è molto efficiente guadagnare, se ti va bene, il 5-10% di quello che hai investito dopo due o tre anni. E’ quello che sto inseguendo con uni: Comperata la prima volta nell’agosto del del 97, dopo varie mediazioni e aquisti ad aprile il conto dei profitti era di 4800 euro, escluso 12.5%. IL guaio che ho seguito alcune tue lezioni specie quella sullo stockpicking, ma quando vai sul mercato è veramente difficile decidere. A volte mi sembra di non capire cosa devo fare a volte mi nsembra che il titolo di interesse sia troppo sottile. E poi ho al sinderome di UNI. Se non ce l’ho in portafoglio mi sembra che mi manchi un figlio. Ho provato con fli etf, oro, petrolio, ma quando vedevo che di guadagno no ce n’era ho venduto. Adessso l’oro sai dove è andato e per il petrolio non ho lacultura per capire se devo rientrare o no. In definitiva non una cultura finanziaria che si rispetti ed è per questo che faccio il cassettista.iL massimo sarebbe esere bastonato anche su UNI visto quello che ho letto oggi su SOLE24 ote da Bini Smaghi; il quale teme una nuova ondata di svalutazioni delle banche.

  10. Pas on ottobre 16th, 2009 20:39

    Ciao sono all inizio, mi considero uno scalper trader. Studio tutto quello che trovo sul trading on line, non ho un metodo per operare sui mercati.Trovo il tuo sito molto interessante e utile per migliorare la conoscenza.

  11. Federico Pacilli on ottobre 18th, 2009 12:52

    per Otello.

    1) non ti innammorare mai di un titolo. Il trading è solo una questione di business e non di sentimenti per i titoli.

    2) il cassettista è morto? Beh, non posso rispondere a questa domanda senza prima definire che cos’è un cassettista.

    Se per definizione un cassettista è colui che detiene un titolo per tutta la sua vita allora questa figura non solo è morta ma credo che non sia mai esistita. Chi è quell’investitore che tiene per oltre 40-50 anni un titolo nel suo portafoglio.

    Escludendo l’imprenditore che ha fondato quell’azienda e magari qualche fondo istituzionale, non credo che esisti ancora la figura del cassettista.

    Viene molto spesso confusa con colui che tiene un titolo per alcuni anni, prende i dividendi e poi se magari l’azienda diventa meno interessante di prima (cambiano i fondamentali per intenderci) allora la vende.

    Questo non è un cassettista è piuttosto un investitore che facendo analisi, pensa che comprare un azienda sia conveniente e se questa convenienza rimane nel tempo allora la tiene, altrimenti vende appena i suoi parametri non sono più rispettati.

    Si chiama Value Investing ed io adoro farlo. E’ la migliore strategia per far correre l’interesse composto.

    Voglio aggiungere un altra considerazione. Qualche anno fa comprai un libro che tratta di tutti i profili storici dei titoli azinari della borsa di milano.
    Nel 1861 erano quotate 2 società, nel 2000 erano 242. Di queste 242 fanno parte 27 società quotate prima del 1942 ed ancora quotate alla borsa di milano.

    Che cosa voglio dimostrare? Semplicemente che un cassettista di 85 anni circa per avere in portafoglio ancora qualche titolo, avrebbe dovuto acquistare proprio quelle 27 società all’età di 20 anni circa.

    Per questo motivo la figura classica del cassettista esiste solo nei libri ma non nella realtà. Credo che l’unico cassettista esistente può essere solo l’imprenditore che crea un’azienda. Ed il suo ritorno sull’investimento direi che non è niente male
    ;)

  12. Dividere gli Investitori in base al proprio set di informazioni. | Excellent Investor - Investire in Borsa, Educazione Finanziaria, Trading On Line, Trading System e Software con Excel. on ottobre 19th, 2009 08:26

    [...] concludere questo lungo percorso iniziato con questi due articoli, il primo ed il secondo,  vi voglio rendere consapevoli che esiste una quarta categoria che ha ancora un [...]

  13. Come si decide un Investimento? La Piramide Decisionale dell'Investitore. | Excellent Investor - Investire in Borsa, Educazione Finanziaria, Trading On Line, Trading System e Software con Excel. on ottobre 22nd, 2009 15:02

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