Che cosa serve per vincere in borsa?
ottobre 5, 2009 da Federico Pacilli
Categorie: Antivirus Finanziario, Capire la Borsa, Economia, Educazione Finanziaria, Mentalità Finanziaria
Subito una domanda:
“Che cosa serve per vincere in borsa?”
vi faccio questa domanda perchè ogni settimana ricevo decine di e-mail che mi chiedono sempre la stessa cosa (più o meno è sempre quella) e vorrei sapere che cosa ne pensate. La richiesta in questione è:
“quale metodo devo utilizzare per vincere in borsa?”
L’argomento è complesso ed io ho cercato di vedere i principali aspetti della questione. Se avete qualche cosa da dire al riguardo commentate nell’apposito campo in fondo. Di seguito la mia analisi:
1. E’ possibile vincere in Borsa?
Prima di cominciare voglio rispondere alla domanda sopra. Certo che è possibile vincere in borsa, questo è un dato di fatto. La regola generale (che cambia a seconda dell’orizzonte temporale che prendiamo) è che il 90% di coloro che operano in borsa perdono ed il rimanente 10% vince.
Quindi la questione vera è, da quale parte ti trovi o ti vorresti posizionare nel mercato? La risposta ovvia è tra quel 10%, ma alla fine fine dei conti così ovvio non è. Infatti esistono una serie di fattori (umani e non) che portano i tuoi risultati da un altra parte. Ecco quali sono e come correggerli.
2. Fattore conoscenza
La maggiorparte delle persone (o degli operatori) perde in borsa perchè non conosce appieno su che cosa sta investendo oppure ancora peggio non conosce gli strumenti finanziari nel loro complesso e compie scelte sbagliate.
Per esempio esistono diversi mercati su cui investire come quello azionario, obbligazionario, delle valute (FOREX), delle commodities (per es. oro, argento, petrolio, rame, ecc.), degli strumenti derivati.
Inoltre esistono strumenti diversi per ognuno di questi mercati. Titoli puri, ETF, fondi, opzioni, futures, prodotti strutturati, ecc.
E per complicare la situazione esistono anche strategie operative diverse tra di loro. Io conosco ancora delle persone che nel 2009 non sanno che è possibile guadagnare sia che i mercati salgono, sia che scendono oppure se vanno in laterale. Basta conoscere gli strumenti giusti e le strategie operative.
Insomma il fattore conoscenza sta a monte di tutto. Meglio un ‘buono fruttifero postale’ piuttosto che investire in un qualcosa che non conoscete, altrimenti il rischio è di posizionarsi tra quel 90% di cui sopra.
3. Fattore tempo
La maggior parte delle persone che si affacciano al mondo del trading e degli investimenti vogliono guadagnare subito, tanto e sempre. Anzi il discorso è ancora più perverso, si pensa che con un capitale minimo di qualche migliaio di euro si possa diventare finanziariamente liberi in pochi mesi.
Su quale pianeta vivete? Innanzitutto più il rendiemento è elevato e più rischi si corrono, il motivo è molto semplice per avere un rendimento a due cifre bisogna utilizzare strumenti in leva finanziaria con il rischio di poter perdere molto o il beneficio di poter guadagnare tanto.
In questo caso il money management fa la differenza. Se posso dare un parametro se si è giovani allora è meglio affidare la maggiorparte delle risorse a strategie di medio lungo termine, poichè si può far viaggiare il proprio capitale in regime di interesse composto per molti anni in avanti.
Se si è più avanti con l’età allora si può rischiare un qualcosina di più in struementi in leva. Per dare un parametro, mai più del 10% dell’intero capitale personale. Questo mio discorso può sembrare contrario al senso comune tra gli operatori, ma in realtà si poggia su un ragionamento semplice.
Se hai molti anni di fronte a te, allora è meglio fare strategie più equilibrate e far viaggiare l’interesse composto. Senza patemi d’animo e senza stupidi stress da monitor, magari per sfizio dedicare un 5% del tuo capitale a trading system con FOREX oppure a qualche trading discrezionale.
Non dico che non siano degli strumenti validi, anzi anche io ne faccio uso, ma con il giusto peso nel proprio portafoglio. Invece la tendenza è quella di rischiare l’intera torta con il sogno disilluso di diventare subito ricchi. Fate attenzione.
Una ricerca americana ci dice che la maggior parte degli operatori che guadagna in borsa, lo fa perchè investe con un orizzonte temporale che supera i 3 mesi e quelli che guadagnano di più (e con regolarità) sono quelli che fanno Value Investing. Ecco perchè preferisco i sistemi di Swing trading su orizzonti più tranquilli, magari corredati da una buona analisi fondamentale dei titoli.
D’altronde non è un caso se Buffett è tra gli uomini più ricchi del mondo semplicemente facendo l’Investitore di professione.
4. Fattore Capitale
Molte pesone che si affaciano al trading on line pensano di poter fare “un matrimonio con i fichi secchi”. Utilizzo questa metafora per poter dire che anche se oggi è possibile fare trading con piccoli capitali (i cosidetti small traders) bisogna essere umili e capire su quali strumenti si può investire con queste scarse risorse.
Esistono quindi degli svantaggi e dei vantaggi per chi ha capitali più piccoli. In fin dei conti anche essere un fondo di investimento da miliardi di euro presenta i suoi limiti (che gli operatori professionali conoscono e si adeguano) mentre essere dei traders con qualche decina di migliaia di euro può permettere di essere più flessibile e adattabile alle condizioni di mercato.
Di nuovo anche in questo caso bisogna spogliarsi della propria avidità e capire i propri limiti ed i propri vantaggi. Siate razionali e non fatevi prendere dall’euforia.
5. Fattore psicologico
Potrei argomentare per intere pagine su questo punto, mi limito solo a dire che la maggiorparte degli errori (molto spesso dei veri e propri orrori) vengono commessi perchè si sceglie un orizzonte temporale di poco respiro (molto stressante per un trader) e si utilizza un money management poco efficace.
6. Analisi Tecnica o Analisi Fondamentale?
Risposta secca, trovate la strategia che più vi si addice e soprattutto che sia profittevole. In questo senso non devono esistere integralismi e spesso mi capita di discutere con altri trader di quale strategia sia la migliore, di solito scherzosamente (ma non troppo) rispondo in questo modo:
quella che fa guadagnare più di tutte!

































Ritengo che operare in intraday si puo’ guadagnare anche con piccoli capitali,basta saper aspettare,
una tecnica molto diffusa è il maket profile,se
lo sai usare,i risvolti sono buoni, è questo è strumento che a ogli trader non dovrebbe mancare nella sua cassetta degli attrezzi.
Saluti
Io aggiungo anche il tempo effettivo che si può dedicare alla propria strategia di trading, che deve essere rapportato ai guadagni che si ottengono. Mi spiego, per cercare di vincere in borsa una cosa che serve alla base è sicuramente la conoscenza, come ha scritto Federico nell’articolo, unita allo studio dei mercati per cercare di trovare i titoli e gli strumenti giusti su cui investire. Ovviamente tutto questo porta via del tempo che deve essere rapportato ai guadagni che si ottengono. Ovvero se io dedico alla mia attività di trading 4 ore al giorno, ed ho dei guadagni pari al 3-4% del capitale investito, allora conviene non dedicare tutto questo tempo al trading, infatti investendo il proprio capitale in ETF o conti depositi abbiamo quasi lo stesso rendimento con la differenza che non richiedono tempi per lo studio dell’investimento. Il tempo che risparmiamo lo si dedica al proprio talento che è sicuramente molto più proficuo dell’investimento nel trading on line. Anche Federico sottolineava questo aspetto in una sua recente conferenza, dove sottolineava che i maggiori guadagni si fanno con le idee innovative e coltivando il proprio talento. In conclusione quello che serve per vincere in borsa, a mio modesto parere, oltre a tutto ciò che sottolineava Federico, è il tempo rapportato ai guadagni netti ottenuti (esclusi tasse, commissioni, ecc.), e poi capire se ne vale veramente la pena, perchè si sa il tempo è denaro.
Ottima osservazione Francesco.
Come dico da molo tempo anche su questo Blog, il trading on line è uno dei 5 modi di generare entrate finanziarie nella propria vita da Investitore.
Ecco perchè occorre utilizzare una strategia che sia perfetta per le proprie esigenze.
Tempo e pazienza….
con l’avvento del trading on-line questa risulta essere una nuova professione, se viene affrontata con la conoscenza, i capitali e strumenti adeguati(cassetta degli attrezzi)& i risvolti sono superiori a quelle percentuali indicate!!!
Due operazioni ogni tre mesi.guardo il trend principale,basta.
Trading–Investimento giusto a tempo giusto–Pazienza
Anche io concordo con “Michele” aggiungendo a tempo e pazienza chiaramente studio ed approfondimento;
a tal proposito chiedo a Federico dove reperire e come filtrare le informazioni preziose sui Market Mover?
grazie e ancora complimenti per i tuoi post
per rispondere a Paolo, faccio riferiemento a due link su tutti:
Commitments of Traders
http://www.cftc.gov/marketreports/commitmentsoftraders/index.htm
Articolo del Blog sul COT
http://www.excellentinvestor.it/2008/04/22/il-cot-report-della-trattazione-dei-futures/
in questi report governativi si vedono i movimenti delle cosidetti Mani Forti su alcune tipologie di strumenti finanziari. Io ci costruisco alcuni indicatori. Magari se vi interessa ci faccio un corso al riguardo compreso di file excel.
Quando si parla di borsa, spesso e volentieri, si fà riferimento al mercato azionario. Ho capito che di tutti i tipi di analisi che esistono (fondamentale, tecnica,grafica,ciclica,astrale(alcuni guardano anche la luna
) non esiste quella che ha la sfera di cristallo e predice il futuro.Allora uno si domanda, perchè sono utilizzate ? semplice, perchè ognuna dà il suo contributo (piu’ o meno grande) nell’andare ad influenzare i mercati.
Parlando di vincere in borsa, sono d’accordo con michele, occorre tempo e pazienza.Mettersi davanti ai book fino a sognarseli la notte (a me è successo)capire gli ordini bluff (messi sul book e poi revocati) quelli asteriscati dove compare solo la punta dell’iceberg, ecc. Ogni titolo ha vita propria, non esiste la strategia perfetta perchè dipende dal titolo, dal tipo di operatività (scalping,intraday,daily,ecc) e dall’arco temporale (breve-medio-lungo).
Federico volevo sapere quando inizia il corso di un anno sul trading
Ciao Francesco, per quanto riguarda il corso da un anno intero, manca pochissimo. Ci sto lavorando dal mese scorso e siamo quasi pronti.
Passione, studio, sacrificio, testa e soprattutto…cavalcare il ciclo intermedio!
Grande Federico, mi fà tanto piacere che manchi pochissimo all’inizio del corso. Penso che sarà un corso a tempo di SWING o sbaglio ? che poi dovrebbe essere a tempo di walzer 1-2-3 high, 1-2-3 low
Fedrico, io ti seguo e qualche volta ti scrivo pure. Ho scaricato molte tue lezioni di analisi tecnica. Ho ripassato varie volte i tuoi video. Mi sembri una persona con le idee molte chiare. Sull’economia e sulla finanza hai concentrato i tuoi interessi i tuoi studi e, oggi, puoi permetterti di dare consigli e inviarci una volta al giorno una delle tue domadine curiose. Io ho concentrato, nella mia vita, interessi su altre cose. Informatica, elettronica, matematica. come vedi cose molto più distanti dalle tue. Sono stati alcuni rovesci economici sofferti con la bolla dei teconologici, intorno agli anni 2000, ad avvicinarmi al tuo mondo. E scopro gente preparata come lo sei tu e gente, come d’altronde in tutti i campi, che non capisce assolutamente le cose che fa o quello che dice. Quando intorno agli anni 2000 persi tra una investimento e l’altro circa 130000 euro, non sono più riuscito a capire, ad esempio, quello che i miei consulenti finaziari chiamavano investimenti differenziati per proteggere meglio il capitale impiegato. Parte del capitale in azioni singole, altro in indici borsisti, altro in pbbligazioni. Una parte in fondi e così via. Non ho fatto da solo, mi sono affidato agli esperti della mia banca. E io in gito per il mondo a lavoare. Quando ho cominciato a realizzare che se il mercato azionario chiudeva i rosso, chiudevano in rosso anche tutti gli altri tipi di titoli completamente slegati tra loro mi sono chiesto: ma a cosa serve differenziare gli investimenti. Crolla una banca e crollano anche tutte le altre e tutte le azioni di aziende del settore industriale e manufatturier. Crollano persino i prezzi dei titoli obbligazionari. Hai 20 titoli in portafoglio e se quel giorno uno va in rosso, anche gli altri 19 lo rincorrono pari pari. Leggendo qualcosa su questi fenomeni, seguendo le tue lezioni, leggendo qualche libro ho capito bene una cosa. I mercati finaziari sono influenzati soprattutto dagli umori, dai sentimenti, dall’ingordigia. L’analisi tecnica qui conta poco.L’analisi fondamentale è uno specchietto per le allodole. A me piacerebbe sapere come puoi capire bene i dati o la solidità di una azienda leggendo i nostri giornali. Questa è una domanda che faccio a te Federico. Nel frattempo, sempre che tu abbia la voglia di rispondermi, e nonostante sia ancora affascinato dalle borse, e nonostante segua senza aiuti i pochi spiccioli che testardo investo mi sono fatto questa idea: le borse sono uno strumento perfetto per separare gli illusi dal denaro. Ciao, Otello
Ciao Otello,
sei stato un fiume in piena, il tuo post è pieno di domande e spunti a cui rispondere.
Come al solito rispondo domanda per domanda per essere più preciso:
1) E’ giusto affidarsi (o delegare) qualcuno per i propri investimenti?
In linea di principio dovrei rispondere di si. D’altronde la nostra società si fonda sulla divisione del lavoro tra soggetti diversi. Nessuno può essere un tuttologo e neanche impiegare un tempo superiore alle 24h al giorno per documentarsi su tutte le vicende.
Bisogna in qualche modo delegare. Ma la vera domanda è: “A chi sto delegando?”. In un sistema come il nostro in cui i consulenti sono strettamente legati a coloro che offrono i prodotti, difficilmente si può trovare un ‘consulente perfetto’.
I due principi sono i seguenti:
a) Indipendenza. Se il tuo consulente non dipende da nessuno allora è più facile che faccia il tuo interesse.
b) Congruenza. Scegli qualcuno che ha ottenuto risultati in quel settore e replica le sue mosse. Molto spesso i consulenti sono ottimi consiglieri ma non investono per loro stessi. Quello che occorre è un ‘mentore’ un qualcuno che ti dica “cosa fare” perchè lo ha fatto lui per primo.
Ad esempio se vuoi essere un investitore bisogna imparare da i più grandi investitori del mondo (da Warren Buffett, Peter Lynch, Benjamin Graham, in poi), non dai consulenti.
Con questo non sto dicendo che non ci sono consulenti bravi ed onesti, sto solo mettendo dei paletti ad alcuni principi base per diventare un Investitore con la “I” maiuscola.
2) A proposito della diversificazione.
Sempre Warren Buffett afferma che: “la diversificazione è la scienza degli ignoranti”.
La base logica su cui si basa questa affermazione è la seguente. Se per ridurre il proprio rischio bisogna comprare un pò di qua ed un pò di là, allora significa che non si è capaci di scegliere i propri titoli da tenere in portafogli. Per non correre rischi nel mondo degli Investimenti bidogna conoscere e non diversificare e basta. Meglio ancora fare un giusto Money Management e scegliere i titoli con criterio. Sottoscrivo quindi le parole di Buffett.
3) A proposito della bolla del 2000 e delle netstocks.
Ecco un esempio evidente di come l’analisi delle aziende si è slegata ai prezzi di borsa. Una sorta di ‘pazzia dei tulipani’ dei giorni nostri (nota vicenda che accadde nel 1600 alla borsa dei tulipani di Amsterdam).
4) e la correlazione delle borse (e dei tiotli)?
Le borse sono correlate tra di loro è vero. Ma la ricchezza passa da una tipologia di investimento ad un altro in un moto continuo che non si interromperà mai. Oggi i mercati salgono e gli interessi sui titoli obbligazionari scendono. Ma poi la ruota gira e gli interessi saliranno e le materie prime e le commodities pure, mentre la borsa scenderà. E’ sempre stato così e così sarà sempre. L’unica cosa che posso dirti è che devi cavalcare il cavallo vincente.
Come si fa? Conoscenza, metodo, costanza ed indipendenza.
5) La borsa crea ricchezza o sposta ricchezza tra alcuni soggetti ad altri?
esistono due visioni di questa faccenda. Una visione pessimistica ed una visione ottimistica.
Visione Pessimista del mondo: la borsa è quel posto in cui i soldi vengono separati agli illusi. Pensando di fare affari regalano i soldi ai manipolatori.
Visione Ottimistica del mondo: la Borsa è quel posto in cui si crea ricchezza per coloro che conoscono le regole del gioco.
Come in tutte le cose è possibile vedere i lati negativi e quelli positivi. In linea di principio potrei dire: è meglio non fidarsi mai. Ma dall’altra parte guardandomi attorno mi accorgo che per essere investitori (e imprenditori) bisogna fare gioco di squadra e quindi si deve avere fiducia nel prossimo.
Dove sta la ragione? Al solito, credo che nel mezzo.