marzo 2nd, 2009

Che Cosa Significa la Parola Crisi? In Giro Troppe Parole e Poche Spiegazioni Concrete.

Scritto da Federico Pacilli nella categoria: Economia, Educazione Finanziaria, Mentalità Finanziaria, Previsioni

crisi-di-sistemaSiamo disposti a tornare indietro ed accettare un tenore di vita più basso di questo? Consumare meno oppure consumare diversamente?

Ma soprattutto che cosa significa la parola tenore di vita? La crisi attuale ci pone delle sfide che non sono solo di tipo economico ma soprattutto personali (familiari). Siamo veramente disposti al cambiamento?

Partiamo dall’inizio. La parola crisi in economia significa:
Si ha recessione economica se la variazione del PIL rispetto all’anno precedente è negativa; se tale variazione è inferiore all’1% si parla di crisi economica. Quindi, se il PIL dell’anno precedente è uguale a 100 e quello dell’anno succesivo è 99, si ha la recessione. Se invece è di 99,5 si parla di crisi economica.
fonte wikipedia

Questo significa che in senso strettamente economico la crisi si concretizza con una diminuizione della produzione. Ma non è l’unico aspetto della crisi. Esistono altri punti di vista come quello delle ripercussioni sociali della crisi, la percezione della crisi, le motivazioni della crisi, le soluzioni della crisi, i responsabili della crisi, ecc.

Avendo già affrontato in questo Blog il discorso delle dinamiche, dei protagonisti e delle vicende che hanno caratterizzato la crisi che stiamo vivendo, mi voglio soffermare sugli altri aspetti.

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Siamo Tutti Responsabili.

Adesso sembra che ci sia la ricerca sfrenata ai responsabili ed alle cause della crisi. Il problema che sta alla radice però è assolutamente un altro. Se domani mattina si arrestassero tutti i mandanti, i complici (consapevoli e inconsapevoli), i manager corrotti, le menti occulte di questa recessione saremmo da capo a dodici.

Ma che cosa voglio dire?
Se sparissero dalla circolazione tutti i responsabili insomma, che cosa rimarrebbe. Solo la parte buona? Niente affatto! Dobbiamo prendere consapevolezza che facciamo parte di un sistema e che siamo, volenti o nolenti, tutti connessi tra relazioni umane, economiche e intellettuali.

Da questo punto di vista la vittima è complice del carnefice. Credo che domani mattina cominciando la giornata, andando a fare  colazione al bar, sentirò ancora i soliti discorsi del tipo:

“bhe anche se c’è la crisi, comunque non si può smettere di vivere, quindi devo comprare il nuovo iPod a mio figlio, le scarpe di marca per non sentrimi sfigato, la macchina ecologica di ultima generazione a tasso zero, le vacanze quest’estate con un last minute, ecc.”

Ho l’impressione che esiste ed esisterà sempre gente disposta ad indebitarsi per una soddisfazione personale legata alla volontà di identificarsi con i propri consumi, con le cose che si possiedono. Scaricando sul giudizio degli altri la propria felicità.

Aaaaaaaaaaaaaaaaarrrrgh!!!


comunicazione
Mettiamoci la coscienza a posto ed ammettiamo tutti che:

“Non si può più vivere con questo tenore di vita!”

O si capisce questo punto e si comincia a ragionare su altre tipoligie di sviluppo e cominciamo a ragionare su economie di mercato legate a questa logica oppure siamo costretti alla debacle.

Come dico da molto tempo a questa parte, curare i propri interessi in maniera individuale e responsabile è la nuova sfida. Per questo motivo questa crisi è un momento di cambiamento.

Cambiare per sopravvivere, per continuare a propserare, per migliorare le cose che non vanno, per  portare il genere umano ad un livello migliore (in termini di benessere e di relazioni sociali) ad un livello più alto di quello attuale.

Per essere più preciso.
Non sto facendo un discorso generico e filosofico. Proprio il contrario! Voglio dare un consiglio utile a colui che legge questo articolo: “Datti una mossa e prendi la situazione nelle tue mani, poichè gli altri protagonisti non hanno la bacchetta magica”.

Se continui a consumare in maniera sconsiderata e ad indebitarti, non prenertela con colui che permette questo sistema, ma con il tuo ego che ha bisogno delle cose per aumentarsi. Ragiona al contrario, espandi il tuo Se e chiediti se hai bisogno di quella cosa per sentirti più felice.

Le cose sono solo degli strumenti nella vita di un Uomo, ma non possono sostituire l’Uomo stesso. Questa crisi ci ha messo con le spalle al muro anche come singoli Uomini e Donne. Come esseri fallibili ed imperfetti.

Le cose non cambieranno in meglio per le decisioni che stanno prendendo dall’alto verso il basso, ma perchè noi tutti cambieremo i nostri comportamenti. Per questo motivo ti consiglio di cominciare a prendere consapevolezza di quello che sta accadendo.

Essere tra i primi a cambiare è fondamentale. E’ tempo della prima mossa.

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2 Commenti a “Che Cosa Significa la Parola Crisi? In Giro Troppe Parole e Poche Spiegazioni Concrete.”

  1. roberto:

    complimenti per questa riflessione, la penso come te.
    infatti,prima di comperare qualcosa, mi domandavo sempre se mi serve veramente o meno, e la risposta al 90% delle volte é: no, non mi serve!
    A volte la compro ugualmente per gratificazione personale, ma la maggior parte delle volte la lascio, perchè capisco che magari quello che mi manca veramente non è materiale, ma è molto più sottile e spirituale…
    ciao.

  2. Luca:

    Sono completamente daccordo… anche se noi italiani siamo messi meglio rispetto le mentalità del debito degli altri paesi… Però il pericolo numero uno è che in Italia siamo in crisi da 2000(in concomitanza con euro),non dai subprime, siamo uno stato che non cresce, non brevetta anzi regredisce…affogati dalle tasse ed una classe dirigente che fà….(continuate voi)…
    Poi è possibile che dobbiamo essere informati delle cose importanti che succedono dai comici e non dai media!

    Comunque la crisi quella con la C maiuscola deve ancora arrivare(abbiamo ancora qualche anno di ossigeno), poi tutti in piazza….
    Ciao da lukitto.

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