Quello che i Grafici Dicono… e Quello che le Borse Pensano.
febbraio 23, 2009 da Federico Pacilli
Categorie: Analisi Tecnica, Capire la Borsa

Il grafico sopra esposto più che ad un indice di borsa assomiglia ad un piano inclinato. Al contrario, questo articolo non vuole essere una lezione di fisica, ma un’interpretazione che gli operatori stanno dando alle attuali vicende economiche. Domanda: “Chi è che vuole assumersi il rischio di una iniziativa imprenditoriale in questo scenario economico?“.
Sembra nessuno, o almeno solo pochi operatori che stanno tenendo comunque il mercato sopra alcuni livelli importanti. Ricordo per i lettori che ci seguono da poco, che un mercato finanziario si regge sull’equilibrio di domanda ed offerta, quindi se qualcuno sta vendendo pesantemente in questi giorni, c’è qualcuno che sta comprando. La vera domanda è:
“Chi sta comprando a questi livelli di mercato? Chi vuole assumersi il rischio imprenditoriale in queste condizioni di mercato?”
La questione come più volte ribadito in questi sito è sempre la stessa. Esistono operatori che utilizzano coscientemente i propri denari ed investono adottando logiche strategiche e di analisi fondamentale, contrapposti ad operatori che non seguono nessuna logica e con scarsa strategia. In questo caso la conoscenza è la base di tutto: “Non puoi investire in qualcosa che non conosci“.
La psicologia e le emozioni sono, in questo momento, di gran lunga più importanti delle valuazioni contabili e dell’analisi fondamentale. Ad esempio, il fatto che stiamo attraversando un momento di crisi è fatto ormai noto. Ma quanto può durare questa crisi? E quanto profonda potrà essere?
Questo fattore dipende da due cose, anzi tre.
- Dai governi che devono intervenire il prima possibile con misure chiare e ben precise, al fine di ristabilire tranquillità sui mercati finanziari.
- Da Noi tutti che attraverso i nostri comportamenti in qualità di consumatori e di risparmiatori influiamo sulla profondità della crisi.
- Dai nostri comportamenti futuri, intesi come abitudini di vita che dovranno essere, per forza di cose, cambiate. Il ricorso al debito quale unico motore di sviluppo dell’economia e dei consumi personali è stata la causa principale di questa bolla finanziaria.
La realtà è dunque più complessa delle sintesi che spesso sentiamo in televisione. La verità è che nessuno è escluso dalla responsabilità di questo enorme castello di carta.
Per staccare la spina dalle valutazioni personali e macroeconomiche, vorrei spostarmi su ciò che i grafici ci stanno dicendo. Gli operatori dei mercati si stanno orientando verso alcune constatazioni che i grafici di borsa ci segnalano attraverso il loro flusso di quotazioni.

innanzitutto il paragone tra due indici rappresentativi di due economi di due paesi che fanno parte dell’Unione Europea, ma che gli operatori valutano in maniera differente. L’indice DAX della Borsa Tedesca e lo S&P/MIB della Borsa Italiana.
le due linee orizzontali disegnate sul grafico, dimostrano che i livelli di supporto di fine novembre 2008 siano stati violati da entrambi gli indici con una piccola diferenza. La Borsa italiana ha rotto tali livelli portandosi a quotazioni molto più basse, mentre l’indice tedesco sta tenendo ancora il livello di novembre.
Rimane il fatto che anche se tale baluardo è stato sforato da entrambi gli indici, quello tedesco ha dato segni di maggiore solidità e stabilità. Sembra quasi che gli operatori quando le notizie si fanno brutte vendono più titoli italiani rispetto a quelli tedeschi. Oppure leggendo al contrario, preferiscono acquistare i titoli tedeschi valutandoli più solidi e stabili di quelli italiani.
Può essere questa l’unica interpretazione? la risposta è: “NO”.
In verità l’indice S&P/MIB contiene al su interno diversi titoli bancari, che in questo preciso momento di mercato, stanno scontando una delle maggiori crisi finanziarie di tutti i tempi. Questo influisce anche sull’indice che è composti prevalentemente da banche.
E’ possibile dunque che il surplus di vendite tra mercato tedesco e mercato italiano sia causato da questa composizione dell’indice.
Sicuramente rimane il fatto che il mercato italiano tra tutti i principali mercati occidentali, sembra che stia soffrendo di una debolezza più marcata. Quando le quotazioni scendono, in Italia scendono più rapidamente, al contrario quando salgono si muovono con meno forza.
Per fortuna questo gioco può presentare dei lati positivi alla fine della conta. Infatti a forza di gettare l’acqua sporca, molto spesso si finisce anche con il gettare il bambino.
Gli indici per loro natura sono solo delle medie di mercato e quindi alcuni titoli che sono al suo interno sono delle ottime aziende da cavalcare in situazioni come queste. Ecco perchè gli operatori che utilizzano l’analisi fondamentale se ne fregano del ‘timing’ di entrata. L’importante è entrare su titoli sottovalutati.

Warren Buffett dice: “Il momento giusto per iniziare ad investire e’ subito“.
Il senso di questa frase è che in ogni momento di mercato esistono aziende sottovalutate e aziende sopravvalutate, bisogna sapere dunque analizzare, capire come funzionano i mercati ed avere un orizzonte temporale calibrato per la propria età e per le proprie finanze.

































Ciao Federico.
Innanzitutto ti faccio i complimenti per il tuo articolo. Chiarissimo come sempre.
Dopo essere stato un paio di mesi fermo sul blog sei ritornato alla grande. Spero che a breve ritornerà anche Antivirus Finanziario, con le tue videolezioni che sono una bomba. Sei meglio tu di dieci professori universitari messi insieme. Spero che ritorni anche la mail del lunedì col quale ci facevi sempre in maniera dettagliatissima un sunto della settimana trascorsa sui mercati. C’è bisogno di gente come te. La penso come te quando dici che alla base di tutto ci deve essere la conoscenza, molti investono senza sapere effettivamente quello che stanno facendo consigliati da gente che fa solo il proprio interesse. Quindi il lavoro di una persona come te è fondamentale in questo mondo di ladri. Non fermarti mai. Sei una persona straordinaria.