Il Mutuo e le Caratteristiche Principali dei suoi Tassi (Fisso e Variabile)
febbraio 16, 2009 da Federico Pacilli
Categorie: Economia, Mutui

Che tu sia intenzionato ad acquistare una casa o meno, nella tua vita avrai sicuramente avuto modo di sentire la parola mutuo.
Giornalmente siamo tempestati da pubblicità, spot televisivi, radiofonici, sui giornali, tutti che ci invogliano a contrarre mutui ed a proporci le loro offerte.
E’ divenuta prassi comune associare alla parola mutuo, il prestito col quale finanziare l’acquisto di una casa. Il Codice Civile però, nell’Articolo 1813 ci mostra che esso è in linea più generale:
“il contratto col quale una parte (detta mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili, e dove quest’ultimo si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”.
Quindi da tale definizione possiamo capire che si può parlare di mutuo non solo quando chiediamo denaro ad un istituto finanziario come ad esempio le Banche ma anche se tale prestito ci viene erogato ad esempio da un amico.
Naturalmente tale prestito è a titolo oneroso, quindi le rate prestabilite per la restituzione di tali somme, oltre ad essere composte da una quota in conto capitale, prevederanno anche quella parte di interessi che costituiranno il guadagno del soggetto prestatore.
Come dicevamo, la forma più conosciuta di mutuo è sicuramente quella del mutuo immobiliare. Diversi sono i dati da definire nel periodo che precede la concessione delle somme richieste, quali ad esempio:
la durata del contratto, le garanzie di rimborso che il debitore offre alla Banca come il reddito derivante da attività lavorativa, da altre attività o dal proprio patrimonio (le Banche come garanzia ulteriore iscrivono sull’immobile un’ipoteca in modo da poter recuperare in caso d’insolvenza il proprio denaro con la sua vendita forzata ), il tasso d’interesse applicato, ecc….
E’ proprio su quest’ultimo argomento, quello del tasso d’interesse, che si potrebbero aprire nuove pagine e iniziare a scrivere all’infinito dato che la crisi globale iniziata nel 2007 verte in gran parte proprio sull’erogazione del “credito facile” (vedi mutui sub-prime) e sui tassi d’interesse saliti alle stelle con conseguente insolvenza dei debitori.
In questa parentesi però approfondiremo meglio solo ciò che riguarda in modo più tecnico tali tassi o, per meglio dire, vedremo da cosa sono formati il tasso fisso e il tasso variabile di cui tanto si sente parlare e che costituiscono l’onere da pagare per poter accedere a tali somme.
In Europa, il tasso fisso è costituito da due componenti. Una è l’EURIRS, un tasso che viene calcolato e diffuso ogni giorno dalla Federazione Bancaria Europea e l’altra componente è lo spread che applicano gli enti erogatori (quali Banche) e che costituisce il loro guadagno sull’operazione.
Tale spread quindi, differentemente dall’EURIRS, è soggettivo perché ogni Banca in base alle proprie esigenze e alla propria politica gestionale ed operativa ne applicherà uno proprio. Tale punto è fondamentale perché ciò sta a significare che se ho bisogno di un mutuo POSSO e DEVO assolutamente andare in Banca e andarmi a negoziare tale spread, scegliere quindi la Banca che me ne applica uno minore.
Con il tasso fisso, una volta contratto il mutuo, possiamo calcolare in modo esatto dalla prima all’ultima rata da pagare (il rimborso più utilizzato è quello a quote costanti quindi in questo caso le rate saranno tutte uguali).
Naturalmente se col passare degli anni il tasso EURIRS sarà salito, noi avremo guadagnato dall’operazione la differenza tra il tasso vigente al momento della stipula e quello attuale mentre la Banca avrà riportato su tale differenza una perdita (anche se in realtà loro si coprono con strumenti derivati e quant’altro non affronteremo in questa sessione).
Il tasso EURIRS va da uno fino a 30 anni e a questo link potrete trovare tutti i tassi attuali, http://www.migliormutuo.it/andamento_eurirs.asp.
Il tasso variabile invece, è anch’esso composto da due componenti.
- Una è lo spread, che rimane identicamente a quanto affrontato in precedenza,
- l’altra invece è l’EURIBOR che rappresenta il tasso medio al quale avvengono tutte le transazioni in Euro tra le principali Banche Europee (tasso interbancario).
Differenza fondamentale con il tasso fisso è che qui, al momento della stipula del contratto, non possiamo sapere e quindi calcolare le rate che andremo a pagare in futuro dato che ogni volta bisognerà aggiornarsi e calcolarle in base ai nuovi tassi dati dalla continua modifica dell’EURIBOR.
Quindi più sarà crescente tale tasso e maggiori diventeranno gli interessi da corrispondere. I tassi EURIBOR vanno da 1 a 12 mesi e questo è un link dove potrete vedere il loro andamento, http://www.euribor.org/html/content/euribor_data.html
Da quanto esposto possiamo quindi capire come possa essere Fondamentale per le nostre finanze riuscire già solo a negoziare ed ottenere spread migliori dalle Banche.
Invece riuscire a studiare l’EURIBOR e l’EURIRS , cercando di capire quelli che sono gli scenari macroeconomici presenti e futuri, richiede molte più competenze e molto più tempo ma sono ciò che possono fare assolutamente la differenza facendoci risparmiare nel tempo un bel po’ di denaro. Non facciamoci consigliare dagli istituti privati che naturalmente perseguono il proprio interesse, creiamo una nostra conoscenza e facciamoci guidare da essa.

































Ottimo Federico,
Come al solito didattica perfetta….
Ti volevo chiedere se conoscevi un sito dover poter scaricare i dati dell’ EURIRS in formato excel cosi da poter creare un grafico…Perchè anche lui varia giornalmente giusto?
Ottimi i due link dove poter trovare i dati…
Grazie.
p.s. perchè non fare dei post un pò più complicati riferiti al trading on line( per i tuoi visitatori un pò avanzati?!)…
Ciao.