Le Obbligazioni (Bond) e le Loro Diverse Forme (Btp, Bot, Ctz, Cct)
dicembre 4, 2008 da Federico Pacilli
Categorie: Capire la Borsa, Linguaggio di Borsa, Obbligazioni
Dopo aver parlato di Obbligazioni nella puntata di ieri di Antivirus Finanziario, vogliamo ancora mettere l’accento su questo strumento con un articolo di approfondimento. Nella vita di un’impresa è essenziale disporre di mezzi finanziari. Senza di essi non si potrebbero effettuare investimenti.
Volendo fare un paragone, possiamo accostare la loro utilità a quella che ha la benzina per le auto o l’ossigeno per gli esseri viventi. Quindi senza fondi non può esistere impresa. Partendo da questo presupposto, il passo successivo sta nel capire quali possono essere le modalità di finanziamento di cui un imprenditore può disporre. Innanzitutto come fonte primaria ci sono i suoi capitali, definiti anche capitale di rischio.
Proprio ieri abbiamo affermato che affiancato al capitale di rischio troviamo come altra fonte di finanziamento il capitale di debito. Tale capitale è formato da tutti i debiti contratti dall’imprenditore e che, a prescindere dall’andamento dell’azienda, dovranno essere rimborsati alla loro scadenza come ad esempio sono i prestiti contratti con le Banche. E’ proprio in tale forma di capitale che rientrano le obbligazioni (in Inglese dette BOND) ovvero quei titoli emessi dall’impresa con lo scopo di raccogliere i fondi necessari per la sua attività.
Solitamente, l’imprenditore ricorre a tale forma di finanziamento quando ottiene vantaggi in termini di tassi rispetto alla possibilità di richiedere un prestito ad un istituto di credito. Tali titoli hanno incorporato un rischio che è esattamente legato alla sua azienda emittente e che è dato dalla possibilità di tale azienda di poter fallire. E’ a questo proposito che sono nate le agenzie di Rating (di cui ti invito a capire cosa sono andando a leggere se ancora non l’hai fatto l’articolo apposito che potrai trovare in questo stesso sito o comunque cliccando su questo link), ed è abbastanza intuibile capire che ad un più alto rischio (quindi ad un rating più basso) vi sia la corresponsione di un interesse maggiore.
Oltre alle obbligazioni di aziende private esistono anche quelle di aziende pubbliche come ad esempio lo Stato e che quindi dovrebbero presentare un rischio molto più basso (anche se la storia ci ha più volte dimostrato che anche uno Stato può fallire, vedi come esempio la crisi che ha colpito l’Argentina in anni recenti). Esistono diverse forme di obbligazioni tra le quali:
- Obbligazioni a tasso fisso o variabile a seconda che corrispondano degli interessi fissi o variabili;
- Obbligazioni strutturate, il cui rendimento è legato alla performance di un attività sottostante;
- Obbligazioni subordinate, le quali in caso di fallimento del soggetto emittente, lasciano la priorità di rimborso ad altri creditori detti privilegiati e solo in un secondo momento saranno quindi rimborsate;
- Obbligazioni convertibili che permettono in un dato momento e ad un rapporto di cambio prestabilito di esser convertite in azioni;
- Obbligazioni Zero Coupon (ovvero senza cedola) che non pagano periodicamente gli interessi bensì li corrispondono per intero insieme al capitale alla scadenza.
Sono Obbligazioni Zero Coupon i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e i CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon). La loro remunerazione è data dalla differenza tra il valore nominale (100) e il valore di emissione.
Ad esempio se dall’asta di emissione di tali titoli (alla quale possono partecipare solo gli enti finanziari autorizzati) si è formato un valore di emissione di 95 il loro rendimento a scadenza sarà dato da 100-95= 5 che, se si tratta di un BOT annuale, corrisponderà al 5% lordo annuo. La ritenuta fiscale del 12,50% viene calcolata e quindi sottratta implicitamente in sede di sottoscrizione dell’obbligazione. Tali obbligazioni presentano scadenze molto brevi (nel caso dei Bot ci sono a 3-6-12 mesi, mentre i Ctz presentano scadenze a 18-24 mesi). Per avere un approfondimento maggiore su questo aspetto puoi scaricare il video di ieri sulle obbligazioni.
Differenti da tali obbligazioni sono i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) che come s’intuisce dal termine presentano scadenze medio/lunghe ovvero 3-5-7-10-15-30 anni. Essi corrispondono interessi fissi mediante il pagamento di cedole con cadenza semestrale, rientrano per questo nella categoria delle Obbligazioni a tasso fisso. Anche la loro emissione avviene tramite asta ad un prezzo minimo di 1000 euro o multiplo di esso. Presentano il rischio di un loro eventuale disinvestimento prima della scadenza dato dai costanti mutamenti del mercato per questo maggiore sarà la loro scadenza e maggiore sarà tale rischio.
Obbligazioni a tasso variabile sono invece i Certificati di Credito del Tesoro (CCT) dove il loro rendimento è dato dal rendimento dei BOT semestrali emessi nel periodo di riferimento maggiorato di un’aliquota che varia dallo 0,3% al 1% in funzione della loro durata.
Tutti i titoli obbligazionari menzionati possono essere scambiati nel mercato telematico istituito da Borsa Italiano e denominato MOT (Mercato Telematico Obbligazionario).

































Meglio investire in azioni o in obbligazioni? In titoli di Stato o in corporate bond? Quali sono i rischi concreti? Cosa sono le obbligazioni strutturate? Qual è stato il ruolo dei titoli obbligazionari nella crisi finanziaria iniziata nel 2007 e nei casi Cirio, Parmalat, e Tango-Bond?