Le Cartolarizzazioni : Ingegneria Finanziaria al Servizio del Mercato?
novembre 25, 2008 da Federico Pacilli
Categorie: Capire la Borsa, Linguaggio di Borsa, Mutui
In questo periodo di crisi in molti si staranno chiedendo cosa abbia scatenato tutto ciò. Guardando la Tv e leggendo i giornali, s’incontrano termini sempre più tecnici. Si sente parlare dei tanti strumenti utilizzati dalle Banche e della loro gestione poco corretta del denaro.
Mutui Subprime, ABS (Asset Backed Securities), MBS (Mortgage Backed Securities), CDO (Collateralized Debt Obligation), sono alcuni degli strumenti “incriminati” e per chi fosse interessato ad un maggior approfondimento, a questo link potrà scaricare le slide e le registrazioni della teleconferenza “Wall Street Bailout : Cosa è Successo, Cosa Sta Succedendo e Cosa Accadrà all’Economia”. Tenutasi lo scorso 09 di Ottobre su questo Blog. Ma cosa hanno in comune tutti questi prodotti? Il filo conduttore è la cartolarizzazione.
Per cartolarizzazione s’intende quel processo che trasforma delle attività non liquide in attività liquide, ovvero quel processo che crea strumenti negoziabili da attività che non potrebbero essere trasformate immediatamente in denaro.
Ma vi porto un esempio concreto. Alle banche affluisce denaro grazie ai depositi dei loro clienti. Denaro che viene poi utilizzato dalle stesse banche per concedere prestiti (naturalmente a tassi più elevati rispetto a quelli che essa pagherà ai propri correntisti) riuscendo così a fare il proprio profitto. Naturalmente più depositi esse avranno e maggiori saranno i fondi a disposizione per poter svolgere la loro attività finanziaria.
Supponiamo ora che la Banca abbia concesso un certo numero di mutui e che voglia rientrare dei soldi prestati. Essa potrà creare una società veicolo denominata SPV (Special Purpose Vehicle) alla quale conferirà i propri crediti (mutui) e le relative garanzie (ipoteche relative ai mutui). La SPV poi, provvederà a cartolarizzarli emettendo titoli che avranno come garanzia tali mutui. Titoli che verranno venduti a investitori istituzionali o privati comportando un reintegro di denaro per la Banca che potrà così subito reinvestire dando vita ad un vero e proprio circolo virtuoso.
La magia dove sta?
Semplicemente nel fatto che questi titoli avranno un valore nominale pari ai crediti ceduti e le cedole (gli interessi) saranno pagati con le rate dei mutui. Quindi essendo la cartolarizzazione una cessione pro soluto, la Banca si libererà da tutti gli obblighi derivanti da tali crediti e di conseguenza il rischio di insolvenza dei mutuatari (coloro che avevano contratto il mutuo con la Banca) sarà riversata tutto sugli acquirenti di tali titoli. Con tale operazione quindi, le Banche reintegrano la liquidità di cui necessitano e si liberano dei rischi connessi ai loro crediti. Come si suol dire : 2 piccioni con una fava…
Fin qui però abbiamo parlato del processo virtuoso delle cartolarizzazioni. In realtà questo meccanismo può (come in questa crisi) diventare un processo vizioso e solo speculativo per le banche. Infatti se il rischio sottostante ai crediti inseriti nella cartolarizzazione non viene calcolato a dovere e se il prezzo dei titoli che dipende da questo rischio è sbagliato, allora l’intero processo diventa a favore di un solo sogetto che scarica un rischio maggiore nelle mani dell’investitore a fronte di un prezzo dei titoli molto più alto di quello che dovrebbe essere.
Per dirla con una frase molto semplice, si scarica la ‘patata bollente’ nelle mani dell’investitore prima che questa esploda. Ecco perchè un mercato trasparente ed efficiente dovrebbe dare una giusta valutazione ad ogni strumento finanziario. Per approfondire questo argomento leggi l’articolo sul Rating, clicca qui.

































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