Azioni Privilegiate: Una delle Manovre a Copertura della Crisi.
novembre 21, 2008 da Federico Pacilli
Categorie: Capire la Borsa, Economia, Linguaggio di Borsa
Tra le varie manovre che il Governo in questo periodo ha pensato di attuare a copertura della crisi in corso , una è quella di acquistare azioni privilegiate delle banche più in difficoltà. Le azioni privilegiate si differenziano da quelle ordinarie perché rispetto ad esse, di norma conferiscono maggiori diritti patrimoniali e minori diritti amministrativi.
Per maggiori diritti patrimoniali s’intende: un diritto di priorità rispetto agli azionisti ordinari in sede di distribuzione dei dividendi, un diritto di priorità di rimborso del capitale in caso di cessata attività della società, generalmente viene riconosciuto un dividendo minimo, pari ad una percentuale del valore nominale, potrebbe anche essere prevista la possibilità di recuperare entro un certo numero di anni i dividendi minimi non pagati dalla società per utili insufficienti. I contenuti effettivi del privilegio variano comunque da società a società.
Per minori diritti amministrativi s’intende invece: diritto di voto limitato alle sole assemblee straordinarie (non permettono dunque di poter partecipare attivamente alla gestione della società). Questo tipo particolare di azioni viene emesso generalmente quando si vuole aumentare il capitale sociale della società senza pregiudicarne il controllo.
La legge pone un limite di emissione per tali titoli che ammonta al 50% del capitale sociale. Una manovra di salvataggio pensata dal Governo e dalla Banca d’Italia consisterebbe quindi nell’acquisto di azioni privilegiate allo scopo di finanziare le società più in crisi senza compromettere la loro gestione (quindi senza acquisire alcun diritto di voto) per poi uscire da tali posizioni al momento della loro ristabilizzazione.
Per prendere in esame un caso concreto di utilizzo di questo strumento finanziario, possiamo citare l’attuale intervento dello Stato nel capitale delle Banche in maggiore difficoltà. Queste le parole risalenti a qualche settimana fa del ministro dell’economia Giulio Tremonti : “il ruolo dello Stato sarà esaurito nelle azioni privilegiate che non hanno potere di intervento diretto. L’unica cautela è che se si usa il denaro del contribuente devi usarlo bene e cioè deve essere impiegato per risanare la banca”.

































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